piccolo sfogo sul cinema italiano

paradi

Il post sul Cinema italiano e sulla situazione che sta ( ahinoi) vivendo, ci doveva essere prima o poi. Vediamo quindi cosa si può dire…

Ormai i tempi in cui De Sica,Fellini, Rossellini insieme a Mastroianni e Totò (e molti altri) davano all’Italia un immagine lontana dalla pizza e dal mandolino così comune all’estero, sono lontani ma com’è possibile che il luogo in cui il cinema è diventato grande, il luogo riconosciuto in tutto il mondo per i grandi maestri registi e attori, il luogo che faceva scuola e… che scuola, ora incredibilmente stia vivendo un periodo espressivo e artistico così basso e infimo,  lontano anni luce da allora.

Il nostro sembra un cinema di influenza a cui manca totalmente un’ anima, una base. E l’influenza è chiaramente quella occidentale ,filoamericana. Ma ciò che angoscia è che sembra che tutta quella tradizione sia stato, da un giorno all’altro, spazzata via, gettata in discarica come un ferro vecchio. E’ dura spiegare tutto questo…

  Una risposta potrebbe essere: “Va be’ tu mi stai parlando di geni assoluti che nascono una volta ogni 10 anni, purtroppo in questo periodo non ci sono artisti all’altezza, si tratta di talenti…” Spesso mi sono sentito rispondre in questo modo e regolarmente rifiutavo questa possibilità. Non credo che oggi  registi capaci e brillanti non ci siano, assolutamente. Credo che il problema sia alla radice. Pur essendoci potenziali artisti che potrebbere ambire ad una carriera importante e riconosciuta , gli stessi non hanno la possibilità di produrre, farsi conoscere scalare la gerarchia…

La realtà storica che stiamo vivendo ha un ruolo decisivo. Si è sviluppato, nel periodo che sta tra noi e loro quindi tra gi anni ’60 e ’90, qualcosa, una strana tendenza. I terribili anni ’70 non hanno fatto altro che creare una sorta di acolturazione, di omologazione che ha letteralmente ucciso la tradizione, da una parte, e dall’altra non ha permesso il libero sviluppo di correnti e tendenze innovatotive, accontentandosi di cavalcare la moda del momento, creata inevitabilmente dalle forme d’arte americane. Alla base c’è una vera e propria mancanza di libertà intellettuale che , oltre a non incentivare la nascita di nuovi Fellini, sembra quasi sopprimere e tagliare alle radici, seguondo un subdolo disegno, gli esigui tentativi di rinnovamento. Intendiamoci, film italiani di buonissima qualità ci sono e registi capaci e consapevoli anche, ma se gli addetti ai lavori e il mercato non li evidenzia, non c’è nulla da fare. Ci sono parecchi film di coraggiosi e preparati registi che, con pochissimi finanziamenti, riescono a realizzare ottime opere che purtroppo però sono obbligate a girovagare da una sala all’altra senza lasciare alcuna traccia. E non è raro che i medesimi film, con un destino così triste nella loro nazione, facciano incetta di premi in altri luoghi europei.

Certo, scovarli non è un lavoro facile, pubblicità tra i media zero. Bisogna sperare in qualche rivista o nel web.

Non è da sottovalutare anche la relatà economica che stiamo vivendo. C’è poco da fare, un tempo l’importanza del soldo non era paragonabile ad oggi. I produttori, un tempo, frequestemente puntavano sulla novità, sperando di guadagnare alla lunga ciò che avevano investito anche rischiando. Oggi questa dimensione non esiste più infatti un produttore punto sul sicura e invece di un esordiente e promettente regista la scelta (ahinoi) cade sul film del nuovo libro di Federico Moccia.

Per quanto riguarda gli attori, è lo stesso discorso. Si tratta di una reazione a catena. Il buon attore viene chiamato per una produzione in cui girano più soldi, che importa se è ambiziosa o meno. Alla fine bisogna pur mangiare no?

Senza parlare dei critica che non fanno altro che mantenere stabile questa situazione, sguazzando in questo mare di mediocrità, aggiuggendo o togliendo una stelletta a secondo degli zeri della loro parcella…

Questa è una situazine comune in tutto l’occidente ed è infatti per questo che questa cinematografia è destinata a decadere, anzi sta già decadendo in favore di una cinematografia ruspante e innovativa come quella asiatica, coreana, iraniana.

Non penso che si possa fare molto per modificare la situazione. L’unico modo e l’unica forza sta nel pubblico che è pur sempre libero di scegliere cosa guardare. E infatti il pubblico ha l’ultima colpa. Esso ha la colpa di farsi influenzare dalla mediocrità che propone questa società, allontanando da sè la fermezza e la fame di bellezza che un tempo aveva e che un tempo riusciva a cogliere.

Quindi è bene che prima di spendere 7 euro e 50 per vedere “Scusa ma ti chiamo amore”  ci pensiamo bene perchè facendo questo , non facciamo altro che accettare le logiche malate della contemporaneità.

Annunci

One thought on “piccolo sfogo sul cinema italiano

  1. Mi sa che hai colto nel segno. E lo dico da non-cinefilo.
    Biblioteca. De brevitate vitae – Tre metri sopra il Cielo. 0-3.

    Complimenti per il blog.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...