indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri

                                                                             REPRESSIONE E’ CIVILTA’

                                                                     voto: *** e mezzo           (Italia   1970)

indaginiIl comandante della sezione omicidi (un imperdibile Gian Maria Volontè) , nel giorno della sua promozione, uccide la sua amante Augusta Terzi (Florida Bolkan). Lui tenterà di confessare le sue colpe ed andare incontro a quello che merita, scoprendo , però,  che , grazie al suo ruolo, è immune a qualsiasi accusa o pregiudizio. L’unico che potrà accusarlo è un anarchico che deciderà di non dire nulla, poichè gli fa comodo credere che il potere si autoprotegga  e faccia qualsiasi cosa , rimanendo impunito.

Grande film con profondi tratti psicoananlitici che analizza l’ istituzione e , in particolare, la polizia che viene aspramente criticata grazie ad una satira amara e incalzante, spesso implicita. Capostipite di una serie di film “contro” degli anno ’70, resta ancora oggi una pietra miliare di quegli anni ma anche dell ‘ intera storia cinematografica italiana. Musiche di Ennio Morricone , davvero splendide. Petri, il regista,  interpreta il poliziotto che dorme durante il discorso di Volontè sulla repressione che lui sostiene sia “il nostro vaccino”. Premiato con un meritatissimo premio Oscar come miglior film straniero e col premio speciale della giuria al Festival di Cannes.

Gian Maria Volontè è davvero un attore incredibile che , anche in questa interpretazione, ha dimostrato una capacità interpretativa assoluta. Non fatico a dire che lui sia stato uno dei più grandi attori che il Cinema italiano abbia mai conosciuto.

e io pago…

                                                                                                  E IO PAGO…

Volevo condividere con voi un mio recente acquisto che, a mio parere, merita…

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Si tratta dell’ immortale Totò in “47 morto che parla”. In questo film il grande comico interpreta un avaro barone Antonio Peletti che eredita un’ ingente somma di denaro e pietre preziose dal padre. Ma nel testamento viene espressa la volontà di devolvere il patrimonio in parte al comune e l’altra metà al nipote. E’ per questo che il figlio Totò fingerà di non saper nulla della cassa , nascondendola.

Vi ripropongo la scena migliore del film, che può farci capire l’ essenza della comicità di un tempo, distante anni luce da quella volgare e squallida di oggi…

passioni giovanili

                                                                                         PASSIONI GIOVANILI

brave

Le passioni nascono già in tenera età e , nel mio caso , accadde proprio così. Avevo otto anni quando vidi, grazie (devo dire la verità) all’imposizione di mio fratello, il mio vero primo film dall’ inizio alla fine, che non fosse un cartone animato. E come il primo bacio, il primo film non lo scordi mai. Quella pellicola fu anche la mia preferita in assoluto fin quando mi resi conto a tredici, quattordici anni che c’era dell’ altro e che altro da vedere sul grande schermo. Rompo gli indugi. Si tratta di    Continua a leggere

christiane f. noi i ragazzi dello zoo di berlino di Ulrich Edel

                                                                                            ADESSO SIAMO PULITI

                                                                                         voto : **        (Germania  1981)

berlinoChristiane è una ragazza berlinese che , da ragazza tranquilla e con una buona famiglia alle spalle, entra inesorabilmente nel tunnel della droga , grazie a cattive amicizie e a causa di un ragazzo, un junkie, di cui si innamora, nella Germania dei decadenti anni ’70/’80 in cui l’ eroina era diventata l’ultima scoperta giovanile alla portata di tutti. Christiane e il suo ragazzo, vedendo i loro amici rovinarsi e andare incontro alla fine, tenteranno di finirla senza mai riuscirci, ma nel finale la ragazza avrà una possibilità di redimersi.

Un film, tratto da una storia vera, che, dal punto di vista strutturale e stilistico, non ha  molto da dire ma è uno dei maggiori film-verità degli anni ‘ 80, in cui gli attori sono discreti, la sceneggiatura è scarna e la scenografia è corretta ma l’ importante è proporre la realtà giovanile della droga, per quello che realmente è, cioè difficoltà e immotivato bisogno corporale che a poco a poco ti lacera. Bravo è stato il regista ad evocare l’ odissea di una generazione, utilizzando uno sguardo distaccato, asettico ed estremamente crudo e violento, senza mai cadere nel buonismo o nella retorica spicciola. E’ uno dei classici film che bisogna aver visto almeno una volta. Non la seconda, anche perchè certe scene sono davvero difficili da mandare giù…

Belle le immagino (reali) di un concerto di David Bowie.

la corazzata potemkin di Sergey M. Ejzenstejn

                                                                                    SFATIAMO UN MITO

                                                                              voto : ****P        (URSS 1925)

POTEMKQuando si tratta di sfatare un mito, io comincio da subito ad eccitarmi. Se poi il “mito” è uno di quelli tipicamente italiani, ancora meglio. Mi dispiace andare contro i grandi sostenitori di fantozzi che lo amano in tutto e per tutto. Sappiate che anch’ io lo apprezzo molto ma purtroppo vi devo comunicare una grande verità (che poi tanto novità non è) : “La corazzata Potemkin” non è una cagata pazzesca anzi è uno dei capolavori assoluti della cinematografia mondiale , nonchè uno dei film più famosi di tutti i tempi. Certo, pensare che , quando si cita questo film, tutti pensano al “Secondo tragico Fantozzi” è piuttosto sconfortante. Ma gli italiani (almeno la maggior parte) sono fatti così. C’è poco da fare.

Tornando al film, questa è la storia dell’ ammutinamento dell’ equipaggio di una corazzata, chiamata Potemkin e la conseguente repressione dei cosacchi contro il popolo, riunitosi in segno di solidarietà al porto. La corazzata riuscì a salvarsi prendendo il largo ma si trovò davanti alla flotta zarista che , inaspettatamente (grande colpo di scena), si rifiuta di attaccarla, permettendole di andarsene e di alzare la bandiera rossa, dipinta , pensate, fotogramma per fotogramma a mano.

Un film incredibile, che fa delle tematiche storiche e delle scelte scenografiche le sue grandissime e immortali caratteristiche peculiari. Come dice il critico A. Grasso, questo film parla dell’ esplosione rivoluzinaria vista come una tappa fondamentale per lo sviluppo sociale. Ed in queste poche parole si racchiude perfettamente la ricerca tematica presente nel film. Ejzenstejn, da parte sua, mostra la sua incredibile capacità, concentrandosi sulla scelta dei dettagli personali degli attori grazie a cui  riesce a racchiudere in una scena, in un’ espressione, intere introspezioni psicologiche ed emozioni profonde. Come per esempio il tragico occhio della madre che perde il bambino e l’ agghiacciante risata del generale, proposta anche sulla locandina del film. Grandissima la scena della carrozzella che cade dalla scalinata. Scena che molti altri registi usarono per citare questo film come Brian De palma in “The Untouchable”. Grande finale che riflette anche sull’ immortale binomio pace-guerra che viene sfatato in una decina di minuti, mostrando un grande elogio alla fratellanza  fra i popoli.

Almeno una volta nella vita,  “La Corazzata Potemkin” è da vedere, anche perchè mai slogan fu più azzeccato:   UN FILM DI EJZENSTEJN E’ COME UN GRIDO!

american history X di Tony Kaye

                                                                                      REDENZIONE NAZISTA

                                                                                     voto : ***            (USA 1999)

american-history-xDerek (Edward Norton) è un neonazista americano che fonda la propria ideologia sui principi del razzismo hitleriano. Lui è a capo di un’ organizzazione criminale molto simili alle squadre d’azione che colleziona attacchi a negozi e attività commerciali di extracomunitari, chiaramente odiati dai moderni skinhead e che vivono e lavorano onestamente nei loro quartieri, . La vita del ragazzo cambia una notte in cui due neri cercano di rubargli l’auto, lui li fermerà, uccidendoli entrambi atrocemente. In prigione la sua ideologia cambia e la sua esperienza in cella gli farà capire realmente chi potrà aiutarlo nei momenti di difficoltà. Parallela a questa storia (raccontata in bianco e nero) c’è la storia del fratello minore di Derek, Daniel (Edward Furlong) che segue le orme del fratello, considerandolo quasi un dio, ma con l’uscita del fratello cambierà anch’egli le proprie idee, andando, però, incontro ad un tragico destino.

U film che parla di una realtà nascosta ma attuale dell ‘ America. Una realtà subdola e sporca, condita da un odio razziale assoluto. Il film infatti parla proprio di questo, dell’ odio raziale e a cosa può portare, tramite l’esperienza paradigmatica di due fratelli della medio borghesia, che vanno incontro a due destini diversi ma uniti l’uno con l’altro.

Il film è diretto bene con l’ alternanza di colori e bianco e nero che viene curata bene ed è regolare e ordinata. La fotografia è buona e gli attori sono molto bravi, in particolare Norton che , anche con questa prova, ha dimostrato  di essere uno dei migliori attori di Hollywood. Per questa interpretazione otterra anche una nomination per l’ Oscar. I limiti di questo film sono però  il finale, forse un po’ troppo scontato e una certa retorica, che si sente soprattutto nella figura del docente di Daniel, che si tenta di nascondere senza riuscirci del tutto.

Bella sorpresa quella di rivedere Elliot Gould (parecchio invecchiato) nel ruolo del compagno della madre di Derek. Io non l’ avevo più visto dai tempi de “Il lungo addio” e “M.A.S.H.” di Robert Altman.

qual è il tuo film preferito?

                                                                                     MA CHE BELLA DOMANDA!

compagniCome tutti i ragazzi della mia età (o quasi…), ho una vita sociale ed esco spesso con amici, amiche e mi capita di conoscere innumerevoli persone.

I discorsi in una sera sono molteplici e vari, spesso superficiali, ma va bene così.

Quando, miracolosamente, si lasciano perdere le discussioni sul calcio, sui motori e sulle “signorine” (argomento quest’ultimo che, in realtà, non disdegno affatto..) e si passa al Cinema, io tiro sempre un sospiro di sollievo, mi rilasso e comincio a dire quello che penso, quello che so, spesso risultando antipatico e un po’ snob o forse cerco io stesso di esserlo (magari inconsciamente) non so…

Tra una parola e l’altra, da una bocca (indesiderata),  Continua a leggere

nottata insonne

                                                                            ALLEN A VOLTE TI AIUTA…

nortonNon ho mai avuto problemi d’ insonnia ma questa notte non ho chiuso  letteralmente occhio per  tutto il tempo, passando numerose ore a contemplare il soffitto, che poi tanto affascinante non è. Sapete no?  Ti giri, ti rigiri, ti alzi, bevi qualcosa, ritorni nel letto e così via senza arrivare mai al desiderato sonno.

Avete presente Edward Norton all’ inizio di “Fight Club” ? Ecco, ero in quella situazione.

Ma certe volte non tutto il male viene per nuocere. Infatti ne ho approfittato per guardare un film (non ci voleva molto per capirlo). Si tratta di “American History X” , film di Tony Kaye che mi è piaciuto abbastanza ma non troppo.

Ormai erano arrivate le 5 e mezzo. Il sole passava dalle feritoie della finestra e il sonno non arrivava. Ed è qui che nasce il barlume di cambiare stanza, spostarsi in salotto e accendere la TV e tra i diversi zapping su SKY Cinema arriva come una manna dal cielo il titolo “Io e Annie” di Woddy Allen. Per un’ora e mezzo sono stato davvero bene e ho rivisto scene che non vedevo da un po’. Per questo, questo giorno lo dedico a questo film del ’77.

E questo giorno, speciale nel suo piccolo, è scandito dalla seguente citazione, davvero splendida:

“Dopo di che si fece molto tardi, dovevamo scappare tutti e due. Ma era stato grandioso rivedere Annie, no? Mi resi conto che donna fantastica era e di quanto fosse divertente solo conoscerla. E io pensai a… quella vecchia barzelletta, sapete… Quella dove uno va dallo psichiatra e dice: «Dottore mio fratello è pazzo, crede di essere una gallina», e il dottore gli dice: «perché non lo interna?», e quello risponde: «e poi a me le uova chi me le fa?». Bhè, credo che corrisponda molto a quello che penso io dei rapporti uomo-donna. E cioè che sono assolutamente irrazionali, ehm… e pazzi. E assurdi, e… Ma credo che continuino perché la maggior parte di noi, ha bisogno di uova”

Guardate, ve la ripropongo. Non ce la faccio a resistere…

l’ onda di Dennis Gansel

                                                      BUONGIORNO RAGAZZI!  OGGI AUTOCRAZIA…

                                                                voto : *** e mezzo    (Germania 2008)

londaIn una classe di una scuola tedesca arriva la settimana alternativa in cui le normali lezioni vengono sostituite da ore a tema in cui si discute e si insegna qualcosa di specifico. Il professor Rainer Wenger (Vogel), un docente molto simpatico agli studenti,  è assegnato alle lezioni di “Autocrazia” . L’ inusuale professore decide di far capire le logiche autocratiche e dittatoriali attaverso una vera e propria metamorfosi della classe che per tutta la settimana dovrà attenersi alle regole e alla disciplina, elementi fondamentali per un regime, aiutandosi l’uno con l’altro, vestendosi nello stesso modo, creando una vera e propria confraternita e divenendo una macchina potenzialmete perfetta. Le cose sfuggono di mano e il profesore non riesce più a controllare la creatura che lui stesso ha concepito. Tutto ciò porterà ad un triste epilogo con la morte di uno studente e le manette per il professore.

Dopo “La Classe” di Laurent Cantent che secondo me ha un po’ deluso, un altro film che cerca di entrare nella realtà scolastica. E di entrarci in modo molto più forte e devastante come un’ onda che travolge tutto ciò che trova sulla sua strada. In questo senso il titolo è davvero azzeccato. Il film è diretto molto bene, con buoni tempi cinematografici, che rendono tutto abbastanza discorsivo e appassionante. Gli attori, per lo più ragazzi, fanno il loro(senza grandi interpretazioni), la sceneggiatura tiene ed è drammatica al punto giusto senza mai sfilacciarsi.

La presenza di musiche migliori avrebbe reso la forza trascinante della trama ancora meglio.All’inizio del film, forse, la telecamera si muove troppo ma, col passare dei minuti, riacquista il suo equilibrio.

le ali della libertà di Frank Darabont

                                                         ATTENZIONE NECESSARIA PER VALUTARE

                                                                             voto: ***              (USA 1994)

Recensisco , ora, un film che, più lo guardo, più non mi convince del tutto. Un film che, la prima volta, può sembrare un capolavoro a molti  ma, con le successive visioni , si individuano sempre meglio i limiti strutturali e di regia del film.

 

ali libe

Andy (Tim Robbins) viene condannato a due ergastoli per l’accusa di duplice omicidio ai danni della moglie e del suo amante. La legge lo assegna alla prigione di massima sicurezza di Shawshank e lui, un semplice e introverso bancario, comincia da subito a soffrire la prigionia e, senza legare con nessuno, risulta sempre un bersaglio facile per i più forti. La conoscenza di Red (un eccezinale morgan Freeman) e l’aiuto finanziario che offrirà a guardie e direttore gli permetteranno di curare una grossa biblioteca all’interno del carcere e di concedersi qualche libertà in più, tra cui tappezzare la propria cella di immagini di importanti attrici di allora. Questi poster gli permetteranno di tener nascosto un buco scavato nel muro, che gli permetterà di fuggire, strisciando, per parecchi metri, nelle fognature , conquistandosi la libertà che gli spettava…

Tratto da un’opera di Stephen King, il film si basa su una trama poco originale, già vista, già conosciuta, grazie ai precedenti “Fuga da Alcatraz” con Eastwood e “L’uomo di Alcatraz” con Lancaster. Gli interpreti sono eccezionali, le musiche fantastiche e uniche ma il film nella parte centrale delude un po’, pur essendo, nel complesso, di livello medio alto. Il regista Darabont , che fu anche lo sceneggiatore del Frankenstein di De Niro, non sembra seguire il film con attenzione e scrupolo, rendendolo, soprattutto nella parte centrale, fine a sè stesso, senza sbalzi, in una calma apparente, intermezzata da spazi comici e drammatici che rendono la pellicola ambigua, in certi casi.

Come ho già detto, è un film strano, per me, questo. Ad una prima visione, magari superficiale, può sembrare un vero capolavoro ma prestando una maggiore attenzione si notano i limiti (spesso nascosti) della pellicola.

Un inizio molto affascinante ed una fine davvero emozionante fanno lievitare la valutazione di questo film. Due nomination al Golden Globe e sette nomination all’Oscar  tra cui quella Freeman, che meritava assolutamente 1 statuetta anche se la concorrenza era davvero spietata. Nel ’95 infatti quel premio fu assegnato a Tom Hanks per “Forrest Gump”, seconda statuetta consecutiva dopo quella di “Philadelphia” del ’94. Ma questa è un’ altra storia…