the wrestler di Darren Aronofsky

                                                                                     IL GIGANTE BUONO

                                                                                  voto: ***    (USA 2008)

TheWrestlerCaduta di un wrestler, Randy, in arte “The Ram” (Mickey Rourke)  , in decadenza che , ormai invecchiato, combatte ancora, senza smettere perchè lui è un wrestler, è un combattente, non ha nient’altro e per fare ciò ha sacrificato tutto, famiglia, amici, la sua vita, trascorrendo il tempo libero, giocando con videogiochi vecchi quanto lui insieme a dei bambini che ormai non lo sopportano più. Una situazione economica precaria e problemi di cuore gli renderanno la vita ancora più difficile ed in salita. Cercherà di smettere con il wresling, trovando lavoro in un supermarket ma non resisterà molto. In un ultimo impeto d’ affetto riuscirà anche a riguadagnarsi l’affetto della figlia, trascurata in passato e si innamorerà di una spogliarellista, Cassidy (Marisa Tomei). Ma ciò non lo limiterà e continuerà a combattere perchè è da una vita che lo fa, non ha altro.

Un film diretto bene che si concentra, lungo tutto la pellicola, sulla sfera personale, intima di un uomo, certo un wrestler ma prima di tuto un uomo che inesorabilmente invecchia e che vive di ricordi ormai passati che non torneranno. Lui si rende anche conto che tutto ciò che ha fatto risulta insensato davanti alla fine ed è per questo che continua a combattere, per un bisogno istintivo di sfidare le difficoltà e in questo caso sfidare la morte, pur sapendo di perdere. Ma di fondo lui è un buono, non è un egoista e cerca di riallacciare per lo meno i rapporti famigliari che in passato ha sacrificato. Lui è un fantasma che barcolla, è l’ombra di sè stesso che quando è solo, piange.

Un buonissimo film che ritrae in modo accurato ed essenziale l’intimità di un uomo in decadenza. La scenografia è buona ma non impeccabile, la cura e l’attenzione al movimento della camera invece è magistrale, soprattutto quando essa segue il protagonista. I costumi e le musiche sono buone ma alla lunga il film non tiene alla perfezione per delle piccolezze: i dialoghi e le scelte sceneggiative, per lo più. Nel finale però ha un impennata radicale che fa passare in secondo piano i problemi del film nella parte centrale. Un film buono ma irregolare che parte benissimo, prosegue non perfettamente e si chiude in modo perentorio e indimenticabile.

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