into the wild di Sean Penn

         L’ ESSENZA DELLO SPIRITO DELL’ UOMO STA NELLE NUOVE ESPERIENZE

                                                             voto: ***               (USA- 2007)

Christopher McCandless (Hirsch) è un ragazzo di una famiglia della medioalta borghesia americana che, dopo la laurea in scienze sociali nel ’90, dona tutti i suoi risparmi all’ Oxfam e abbandona tutto ciò che aveva, famiglia, amici, , conoscenze,  per evadere dall’ ipocrisia della società capitalistica e consumistica. Facendosi aiutare dalle sue letture di grandi autori anticonformisti come Thoreau e London, viaggia due anni tra Stati Uniti e Messico, partendo infine per la sua più grande avventura: l’ Alaska, intraprendendo una vita d’ asceta. Il luogo in cui , isolato, e immerso nella natura selvaggia, può finalmente sentirsi libero ed estraneo alla società moderna. Nel finale tragico lui riuscirà a sfiorare con mano la libertà più estrema e a raggiungere il suo obiettivo.

Basato sul romanzo di John Krakauer, “Nelle terre estreme” in cui viene raccontata la storia vera di Christopher McCandless che, negli anni ’80 abbandonò la sua famiglia, iniziando un un viaggio verso l’ Alaska, il film è diretto da Sean Penn che, oltre a essere un grande attore, dimostra grandi doti anche di regia. La pellicola tiene ,  pur essendo piuttosto lungo (2h e 35). Tempo che però viene organizzato benissimo con un buon equilibrio tra la vita del protagonista in Alaska, dove ha raggiunto il suo obiettivo e vent’ anni prima quando ha intrapreso il viaggio. Una costruzione strutturale atipica che però rende il film molto appasionante.

La fotografia e la scenografia è buona ed è sempre molto attenta e serrata, con pochissime sbavature. Gli attori sono buoni ma ovviamente tutto è incentrato, giustamente , sul protagonista Emile Hirsch , sulla cui immagine è affidata il novanta per cento della pellicola. La sua interpretazione è buona e gli ha consentito anche di vincere il premio come miglior attore dal National Board of Review.

Forse il film eccede un po’ troppo nei dialoghi in massime e aforismi  spesso banali che vogliono dare una carica filosofica, spesso forzata al protagonista. Ce ne sono molte, per esempio “Se vuoi qualcosa nella vita, alluga la mano e prendila”.

Grande la colonna sonora, composta da Michael Brook con canzoni di Eddie Veder. Il brano “Guaranteed” ha vinto il Golden Globe per la migliore canzone originale.

Film simbolo dei giovani anticonformisti che esaltano questa pellicola come profetizzante quasi e come unica e sola possibilità di vita reale. Penso che tutto ciò sia condizionato da una sorta di orgoglio giovanile, profondamente romantico. Un senso di evasione e di liberazione che spesso viene enfatizzato. E’ comunque molto difficile non farsi affascinare dalla figura di Christopher McCandless.

Un pensiero su “into the wild di Sean Penn

  1. sinceramente nn mi soffermo spesso sul tuo sito…però devo ammettere ke la recensione di questo film sia molto azzeccata…in particolare mi hanno colpito gli ultimi due paragrafi!osservazioni brillanti gallo!

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