auguri grande maestro…

                                                                 GLORIOSI RICORDI NAZIONALI

90 anni fa esatti, nella giornata di oggi, nasceva a Rimini una delle future menti più brillanti dell’ intera storia del Cinema mondiale e che  viene ricordato ancora oggi come uno dei rari geni, in questa  arte. La sua attività , spesso d’ influenza autobiografica, ha sfornato autentici capolavori assoluti ed è stata premiata con un Oscar alla carriera nel 1993, poco prima della morte.

Certe pellicole sono davvero uniche. Sopra tutte ritengo che si debbano collocare: “Amarcord”, “La dolce vita” e “I Vitelloni”. La qualità della sua opera è stata difficile da pareggiare nel corso della storia e lo è tuttora.

Da ricordare le sue parole. Egli spesso disse in alcune interviste che lui si definiva “un artigiano che non ha niente da dire ma sa come dirlo” e nelle pellicole si denota spesso una minuziosa attenzione a qualsiasi particolari, alle minime piccolezza, uno scrupolo ossessivo che però lo ha aiutato a creare opere universali. I suoi tratti distintivi sono infatti la grande attenzione ai colori e ai costumi, l’ uso fantastico di immagini oniriche, spesso usate in  situazioni quotidiane. Oltre alla grande capacità di riflettere, servendosi dell’ immagine, su temi universali come la morte, il viaggio, la vecchiaia senza essere mai banale, superficiale o scontato.

La sua memoria è più duratura di una statua di bronzo…

avatar di James Cameron

                                                     SPETTACOLO E RECORD. E LA QUALITA’ ?

                                                                  voto: * e mezzo        (USA-2009)

Nel futuro l’ uomo allarga i suoi confini. Arriva fino ad un nuovo pianeta: Pandora, distante 44 anni luce dalla terra. Ma l’ obbiettivo non è quello di conquistare e uccidere ma quello di venire in possesso di un materiale sconosciuto alla terra e quindi molto costoso e proficuo. Il problema è sempre lo stesso, quello dei nativi  (i Na’vi), che vivono sull’ albero posto proprio al di sopra del più grande giacimento del pianeta di questo minerale estremamente preziosa. Ovviamente i nativi non hanno intenzione di essere colonizzati. Tuttavia gli “invasori” cercano di conoscere questa popolazione, sperando di convincerli a spostarsi dal famigerato “albero-casa”. La scienza è molto sviluppata ed è riuscita a creare dei prototipi identici ai nativi di Pandora, chiamati Avatar, che possono essere controllati a distanza dall’ uomo che, intanto, si trova al sicuro nella base. Ciò per risolvere i problemi di atmosfera, insostenibile per l’ uomo e per avvicinarsi a quello strano popolo, per conoscerlo e capirlo e per studiare meglio il luogo in cui abitano. Uno dei migliori scienziati che guidava Avatar è però morto, per questo Jake Sully (Sam Worthington) , un marin costretto sulla sedia a rotelle e fratello gemello dello scienziato , lo sostituisce, trasferendosi sul pianeta e guidando il suo Avatar personale. Riuscirà a diventare uno di loro e si innamorerà della figlia del sovrano. Col tempo le sue convinzioni cambiano e la vita con i Na’ vi gli sembra sempre più autentica e da perseguire, a discapito della sua fasulla esistenza da umano. Riuscirà così a conquistare la loro fiducia e a porsi a capo di una rivolta di tutti i nativi del pianeta contro gli usurpatori.

Che dire di un film del genere?  Continua a leggere

cristo si è fermato a eboli di Francesco Rosi

                                               DIO NON HA MAI TOCCATO LE TERRE DI EBOLI

                                                       voto: ** e mezzo         (Italia-Francia-1979)

Il medico ma anche pittore e scrittore Carlo Levi viene condannato al confino in un piccolo paese della Lucania che sembra dimenticato dal mondo e dalla società e pare lasciato al suo destino. La vita dell’ intellettule antifascista, abituato alla moderna e operosa Torino, viene stravolta ma col tempo e grazie ad una grande sensibilità e intelligenza, riuscirà ad affezionarsi a questi desolati luoghi e alla gente che li abitava, riuscendo anche a praticare come medico, aiutando i contadini di Eboli. Le falle e le assurdità del regime fascista emergono in ogni dove e lui le coglie costantemente in una realtà profondamente arrestrata e povera che tutta questa voglia di fare guerra e di proteggere la patria non l’ ha. In breve il medico si affezionerà a questi posti, prendendo male la sua grazia e il suo ritorno a casa, a Torino.

Trasposizione molto fedele dell’ omonimo romanzo autobiografico di Carlo Levi. Un fascino scenico e recitativo accompagna tutta la pellicola che è ancor più esaltata da una colonna sonora splendida ma allo stesso tempo  tragica che fa da perfetto sfondo al film. Tuttavia, a livello sceneggiativo, l’ opera risulta a tratti impalpabile e dal punto di vista stilistico alla “sobrietà descrittiva dell’ autore si sostituisce una sorta di lirismo”  (Mereghetti)  che non sempre è felice.

Grande interpretazione di Volontè. Davvero un artista unico.

adieu…

                                                                    UN ADDIO A ERIC ROHMER

Questo blog non poteva esimersi dal rendere omaggio alla memoria di Eric Rohmer, nato a Nancy nel 1920 e morto nella giornata di ieri all’ età di ottantanove anni. Maurice Schèrer (questo il suo vero nome), oltre ad essere stato un esponente della Nouvelle Vague, ha anche diretto film che sono rimasti nella storia del Cinema francese e mondiale come “La mia notte con Maud” (’69) o “Il raggio verde” (’86), pellicola per cui è amato in tutto il mondo.

Siamo di fronte ad un regista scrupoloso e attento con una grande propensione al teatro che lo influenzò molto nella direzione dei suoi film. A livello stilistico, il regista mette in scena spesso personaggi molto sensibili nella vita quotidiana, servendosi di ritmi molto lenti e scene molto lunghe.

Egli rinnovò anche il concetto di ciclo di film. Molti dei suoi migliori lavori, infatti, sono racchiusi in una delle tre serie, raggruppate per argomento, di quattro o sei episodi che costituiscono i cicli dei “Sei racconto morali”, “Commedie e proverbi” e “Racconti delle quattro stagioni”.

sherlock holmes di Guy Ritchie

                                                                           GENIO E SREGOLATEZZA

                                                                        voto: **                 (USA-2009)

Sherlock Holmes (Robert Downey Jr.) è il più importante e geniale investigatore privato del Regno Unito ma la sue capacità verranno messe a dura prova da una nuova,complicata quanto oscura minaccia dello stregone Lord Blackwood che, con l’ ambizioso obiettivvo di comandare la nazione, rischia di distruggere l’ impero britannico. Il detective è accompagnato dall’ inseparabile Watson (Jude Law).

Già dalle prime scene, il film va verso una direzione. Il personaggio di Holmes ,  interpretato da un buon Downey, è esaltato fin dall’ inizio e si mostra  un personaggio  oltre che geniale anche sregolato, presuntuoso e a tratti irresponsabile. Un classico cattivo ragazzo, tipico della tradizione cinematografica hollywoodiana, affascinante e geniale allo stesso tempo che con facilità riesce ad attirare la simpatia e l’ attenzione dello spettatore. La sua figura è alternata a quella molto più a modo e responsabile del medico Watson che tuttavia non riesce a staccarsi dall’ amico.

Stratagemmi   tpici di Ritchie che spesso cerca di dare ai propri protagonisti caratteristiche uniche nel proprio genere. Tutto il film si gioca su questo  infatti e,  gazie a ciò ,  il  film nel complesso è molto appasionante e , grazie anche ad una grande forza scenografica con numerosi effetti speciali, buca lo schermo e intriga molto lo spettatore. La sceneggiatura di Michael Johnson è apprezzabile e la trama viene sviluppata in modo regolare e poco prolisso (come spesso avviene nel Cinema d’ azione   americano)  , senza dare mai respiro allo spettatore. Tuttavia il personaggio di Holmes è più hollywoodiano che affine al fumetto di Lionel Wigram e l’ unico aspetto apprezabile, legato al fumetto è che,   durante tutta la pellicola , il detective non pronunci mai quell’ odiosa frase di “Elementare , Watson” che nel fumetto non compare mai, ma che diventa un must solo dopo la serie televisiva.

Un film avvincente e tipicamente hollywoodiano che , onestamente, oltre a questo, non ha molto da offrire…