-Mediometraggio-“Dio vede e provvede” di Daniel Gallizioli

                                                                  I PRODUZIONE, I MEDIOMETRAGGIO

Il primo film. Un primo mediometraggio di 33′, di stampo comico paradossale. Una produzione “Esule Cinefilo” che ruota  intorno alla figura del protagonista Cristiano Diddio (Gianluigi Prestini) che dopo una serata di gozzoviglie e trasgressione , passata con l’ inseparabile amico Pietro, torna a casa stravolto e assonnato, non pensando minimamente che la mattina seguente so sveglierà con un’ aureola sulla testa. In preda al panico, cercherà conforto e consigli dall’ amico Pietro e da un prete che, però, non sapranno aiutarlo. Soltanto  alla  mezzanotte di questa singolare giornata, tutto si spiegherà…

 

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Altri tempi, Altri presupposti

                                                GASSMAN, UN  INTELLETTUALE DEL CINEMA

Le parole di un artista raramente sono banali; le parole di un artista italiano possono riguardarci direttamente; le parole di un artista italiano come Gassman, che parla del Cinema e di se stesso, possono davvero risultare uniche e di un  fascino particolare.

Quando la televisione commeciale italiana intervistava intellettuali come Ungaretti, Pasolini, Gassman ecc. e trasmetteva ancora cultura, ricoprendo un ruolo socioculturale nobile e ammirevole.

-intervista 1/5   -intervista 2/5  -intervista 3/5  -intervista 4/5  -intervista 5/5

la nostra vita di Daniele Lucchetti

                       TRAGEDIA E HAPPY-END IN UN FILM DI LANCIO PER L’ ITALIA

                                                           voto: ** e mezzo       (Italia-2010)

Claudio (Germano) lavora nell’ edilizia come capo di una squadra di manovali (per lo più irregolari e assunti in nero) nella periferia romana in cui si convive abitualmente con prostituzione, droga e malavita. Sposato felicemente con sua moglie, il trentenne è un padre affettuoso e responsabile ma soprattutto molto innamorato della compagna Elena (Ragonese) e quando quest’ ultima muore disgraziatamente, dando alla luce il terzogenito Vasco, la sua vita viene sconvolta. La prematura perdita sconvolge il ragazzo che, preoccupato per la crescita dei figli, comincia a viziarli e a comprargli tutto ciò che vogliono. Parallelamente egli stesso inizia a pensare solo al denaro, unico motivo di emancipazione, di felicità, di vita, buttandosi a capo fitto in progetti lavorativi ambiziosi quanto pericolosi e dispendiosi che lo obbligheranno a chiedere prestiti a fratelli, famigliari e amici che gli staranno sempre vicino.

Un film che racconta varie realtà particolari dell’ Italia proletaria tra cui la vita popolare di Roma (un tempo la Roma delle borgate), la speculazione edilizia e le contraddizioni del sistema in cui lavora Cristiano e un amico suo edile, Porcari (Colangeli), il dramma umano di un ragazzo e le reazioni ad una tragedia famigliare, che si mescolano anche con la situazione degli extracomunitari in Italia. Un film che parla di molto, non riuscendo forse a concludere adeguatamente nessuno di questi discorsi iniziali. Una sceneggiatura complessa e lunga che, a volte, causa scompensi espressivi, passando da situazioni tanto commoventi e toccanti, quanto, a volte, semplici e comuni . Un’ happy-end non in linea col resto del film che lascia strascichi di speranza per la vita del ragazzo ed alcune sequenze con dialoghi eccessivamente retorici e morali, non aiutano l’ intera pellicola che, comunque si rivela accettabile.  L’  interpretazione eccezionale di Germano gli è valsa il premio a Cannes per il miglior attore protagonista ex aequo con Xavier Bardem (non proprio un principiante). Un film italiano di media qualità con buonissime interpretazioni, che può inaugurare una nuova stagione positiva per l’ intero Cinema italiano e forse anche una rinnovata corrente espressiva più realista e vicina ai problemi popolari e alle classi meno abbiette . Noi tutti ce lo auguriamo…