hereafter di Clint Eastwood

                                                           AFFASCINANTE ULTIMA SPERANZA

                                                                     voto: ***              (USA-2010)

Una famosa giornalista francese, Marie LeLay (Cècile de France), sopravvive miracolosamente allo tsunami in Indonesia e , al suo ritorno in Francia, lei continua ad avere inquietanti visioni di ciò che ha visto durante quella morte apparente (in cui il suo cuore ha smesso di battere) durante la catastrofa, alla quale è scampata per un oscuro volere del destino, e quindi decide di iniziare a scrivere un libro su ciò che ha visto in quegli interminabili attimi, documentandosi su quelle esperienze vicine alla sua, vissute da altri individui, grazie all’ aiuto della dottoressa Rousseau (Marthe Keller). Parallelamente a Londra, la vita di un bambino, Marcus (Frankie McLaren),  viene sconvolta dalla morte improvvisa  del suo fratello gemello Jason (George MacLaren), che lo tormenterà a tal punto da costringerlo a ricercare in ogni modo qualcuno che riesca a metterlo in contatto con suo fratello. Tramite numerose ricerche, riuscirà ad arrivare a un meduim, George Lonegan (Matt Damon) che, stanco di vivere un esistenza a stretto contatto con la morte, attraverso sedute, visioni inquietanti e contatti con l’ aldilà, considerando il suo potere  più che un dono  una condanna, decide di smetterla di proseguire questo mestiere e di andarsene via per un po’ da San Francisco, città in cui è nato e cresciuto e parte per un viaggio a Londra. Durante questo suo viaggio il destino di queste tre persone si incrocerà. George, durante una fiera di libri, incontra Marie, recatasi a Londra per presentare il suo libro “Hereafter”. Affascinati entrambi da se stessi, il loro incontro non andrà oltre la firma del libro di Marie, che George ha acquistato, poiché anche Marcus è lì e, riconosciuto George, lo insegue a lungo pregandolo di metterlo in contatto con Jason, suo fratello. Il riluttante George, dopo molte ore di attesa da parte di Marcus sotto casa sua, deciderà di accontentarlo e lo metterà in contatto col fratello. Dopodichè Marcus, cosciente dell’ attrazione di George verso Marie, riuscirà a comunicare a George l’ albergo della scrittrice. I due così si incontreranno.

Una sceneggiatura così varia e diversificata, che solo nella parte finale si unisce, rischia di allontanare lo spettatore dal concetto primario della pellicola: la morte. Eastwood  riesce ad esprimere un’ idea, che ha tanto il sapore della speranza, in tre storie tanto diverse fra loro quanto affascinanti e appassionanti, legate fra loro dalla morte, vissuta  in prima persona o in stretto contatto con essa. In questo film, in più occasioni, si vede cos’è l’ aldilà, una realtà parallela  in cui non esiste una percezione di tempo e di spazio ma di onniscienza. Questo è il concetto primario del film, su cui Eastwood costruisce con il suo stile inconfondibile ed elegante la sua storia, rendendo cinematografica questa sua idea, speranza, sogno (possiamo chiamarla in molti modi…). Il risultato è un film ben fatto ed estremamente piacevole. Il continuo passaggio repentino (senza passare dal via) da una storia all’ altra rende ancor più frenetiche e varie le storie che già di per sé, prese una ad una, sarebbero appassionanti e i numerosi piccoli colpi di scena (così “cari” ad Eastwood) costellano tutta la pellicola. Degli attori stupefacenti impreziosiscono ancor più la pellicola; l’ interpretazione di Matt Damon è da fenomeno della recitazione, accompagnata da quella di Cècile de France e del piccolo Frankie MacLaren ma quella che spicca indiscutibilmente è quella di Bryce Dallas Howard,  che interpreta Melanie, una ragazza che conoscerà George , invaghendosene. L’ attrice, sebbene ricopra un ruolo marginale che si vede per non più di 15’, mostra una lucidità recitativa superiore  ed una corporeità scenica più teatrale che cinematografica, accompagnata da una bellezza indiscutibile, che crea un’ armonia quasi viscerale tra l’ attrice e il suo personaggio. Un film che ha davvero pochi difetti e con dei picchi di pathos e di tensione che creano quella catarsi   tragica così difficile da rendere su pellicola ma che Clint Eastwood riesce a raggiungere in modo equilibrato e netto, senza fronzoli (come spesso accade nei suoi film).

Un film che parla della morte e anche della paura della stessa, che presumibilmente lo stesso regista, arrivato a 81 anni, sente costantemente. Quasi come se fosse un ultimo lavoro di un regista che dopo aver raccontato e interpretato moltissime storie ne crea una personale intima che parla di ciò con cui ognuno di noi, prima o poi, dovrà  fare i conti: la morte.

2 pensieri su “hereafter di Clint Eastwood

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...