Tradizione, Storia e Memoria #8

Due brani raccolti in un’ unica traccia che rappresentano uno dei vertici musicali e ritmici della raccolta. La fisarmonica ritorna con enorme insistenza, quasi come una chitarra elettrica in un concerto rock e le canzoni entrano più a fondo nel linguaggio petroso e profondo del dialetto bresciano colloquiale. La lingua, a poco a poco, si libera anche del vincolo morale, diventa più scurrile e si permette alcune licenze non proprio auliche. Nel secondo brano infatti la scena si apre con un tale “Giuanì” che comincia, letteralmente, a pestare i piedi sul solaio perché vuole qualcosa che lascia poco spazio all’ immaginazione dell’ ascoltatore.

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La prima invece è una sorta di serenata versa questa donna la cui identità rimane in parte celata, l’ unica cosa che si sa per certo è che si chiama Antonietta. La passione che l’ uomo ha verso di lei invece emerge con grande forza.

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