Smile…

                                                                                        SERENI ISTANTI

Perchè certe pellicole sono immortali, certe sequenze cinematografiche sono uniche e, poi,  sorridere qualche volte non è poi così spiacevole…

47 morto che parla di Carlo Ludovico Bragaglia

                                                            NOBLESSE OBLIGE: LA NOBILTA’ E’ OBLIGATORIA…

                                                                                 voto: ** e mezzo       (Italia 1950)

47Storia originale e incredibile del barone Pelletti (Totò) che interpreta un nobile spilorcio a cui è morto il ricchissimo padre. Il testamento dice che il forziere colmo di denaro del padre dovrà andare per metà al nipote (figlio del barone) e il resto al comune per erigere una scuola ma misteriosamente lo scrigno non viene più trovato. Ovviamente è colpa del barone che riusce a nasconderlo e tenere allo scuro tutti. Ma il paese mormora e le voci girano e molti tra cui il sindaco, il macellaio e il medico, credono che dietro tutto ciò ci sia l’ avaro barone. E’ per questo che metteranno in scena una farsa per cui il barone prima morirà e poi si risveglierà all’ inferno e solo in quel momento confesserà il nascondiglio del forziere.

Un film che comincia bene, in modo fluido e ordinato ma che col passare dei minuti diventa sempre più confusionario e caotico, causa forse della difficile sceneggiatura da mettere in scena. Non si tratta assolutamente di uno dei migliori film di Totò anche perchè il ruolo del barone gli sta stretto. Lui è chiuso dentro ad un personaggio senza la libertà recitativa che lo ha contraddistinto è quindi diviene succube dell’ intreccio e non riesce mai a raggungere livelli altissimi, a parte in poche occasioni.

Film in cui vengono usate due espressioni passate alla storia e che ricordano Totò anche a coloro che lo conoscono meno: l’ immortale “E io pago…” e la battuta , eccezionale anch’ essa “Nobless oblige: la nobiltà è obbligatoria”.

e io pago…

                                                                                                  E IO PAGO…

Volevo condividere con voi un mio recente acquisto che, a mio parere, merita…

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Si tratta dell’ immortale Totò in “47 morto che parla”. In questo film il grande comico interpreta un avaro barone Antonio Peletti che eredita un’ ingente somma di denaro e pietre preziose dal padre. Ma nel testamento viene espressa la volontà di devolvere il patrimonio in parte al comune e l’altra metà al nipote. E’ per questo che il figlio Totò fingerà di non saper nulla della cassa , nascondendola.

Vi ripropongo la scena migliore del film, che può farci capire l’ essenza della comicità di un tempo, distante anni luce da quella volgare e squallida di oggi…