drag me to hell di Sam Raimi

                                                                                               VOLTASTOMACO

                                                                                          voto: *           (USA-2009)

drag-me-to-hell-posterUna giovane ragazza, Christine (Alison Lohman) lavora in una banca e si occupa delle richieste di finanziamenti, prestiti e mutui. La sua vita prosegue in modo tranquillo e ordinario, finchè si presente alla sua scrivenia una strana, inquietante e disgustosa gitana, a cui la giovane rifiuta un altro pignoramento sulla casa. Ciò provocherà l’ ira funesta dell’ anziana che lancia una terribile maledizione “di Laima” alla povera sventurata. La giovane si troverà davanti una realtà totalmente diversa da quella che conosceva, colma di ombre, oscurità, paura e inquietanti presenze che la perseguiteranno, tra cui il fantasma della vecchia, ormai defunta e un inquietante mostro con le fattezze di caprone. Grazie all’ aiuto di potenti medium, Christine pensa di aver risolto tutto ma, come tutti sappiamo, le maledizioni sono difficili da scacciare…

Un film di livello davvero basso. La sceneggiatura è scontata in modo quasi imbarazzante, la scenografia tiene ma inciampa costantemente in lievi , ma alla lunga martellanti, errori. La suspance è curata abbastanza bene ma diventa quasi consumistica e spesso forzatamente ridondante. Gli attori sono mediocri e la protagonista risulta in molti momenti monoespressiva , mantenedo sempre il viso inebetito da povera bambina spaventata e sperduta.

Alcune scene sono disgustose , davvero da voltastomaco. Si tratta di una tendenza alla volgarità, però, che non è sempre negativa. Ricordiamo , per esempio, che ne “L’ esorcista”  c’erano scene del genere,  ma qui è diverso. Qui,  questa  ricerca  si  mostra forzata, quasi per fare notizia, non per un progetto vero e proprio alle spalle come, invece,  era presente nel film diretto da William Friedkin nel ’73. L’unica scelta azzeccata è quella delle musiche, sempre calzanti e inquietanti al punto giusto.

Per quanto riguarda la regia, non c’è molto da dire. Il film è diretto in modo semplice ed elementare, senza grandi virtuosismo o citazioni. Si tratta dello stesso regista di “Spiderman” che forse non doveva sguazzare troppo tra un genere e l’ altro , rimanendo ancorato ad eroi mascherati.

Annunci