monsieur Verdoux di Charlie Chaplin

                                                          CHARLOT COME NON L’AVETE MAI VISTO

                                                                             voto: ****  (USA 1947)

monsieur-verdoux-2Un fascinoso e brillante omuncolo, per sfuggire dalla povertà, derivata dalla grande depressione, inizia la “carriera” di Barbablù, sposando e derubando, ricche vedove prima di ucciderle. Tutto, per mantenere sè e la sua amata famiglia (quella vera). Quando, però, la moglie e il figlio disgraziatamente moriranno, lui, ormai sconsolato e visibilmente affranto, si lascerà arrestare e morirà poco dopo, giustiziato. La voce fuori campo iniziale ci dice già tutto sullo trama e sul destino del protagonista ma il film non decade mai grazie ad un ritmo appassionante, leggero e brillante allo stesso tempo.

Una grande e geniale metafora delle dittature delle guerre che hanno portato allo sterminio di massa e un uomo che, come contrappasso, si macchia di gravi crimini contro quello stesso genere umano. Il protagonista agisce quasi per ribellione contro l’uomo stesso, che riesce ad essere così malvagio con i propri simili.

Grande humor nero, distante dalla tradizione di Charlot e imponente critica alla piccola e squallida realtà piccolo borghese, vecchia e scassata.

Un grande film senza grandi riconoscimenti e che non venne molto apprezzato al tempo della distribuzione.

Se non ricordo male, citazione in “Ladri di biciclette” in cui, in una scena, si intravede sul fondo la locandina del film.

luci della città di Charlie Chaplin

                                                         UNA DOLCEZZA E DELICATEZZA INDIMENTICABILI

                                                                                              voto: ****P       (USA 1931)

luci della cittàL’ intreccio immortale tra farsa e melodramma si concatena nella storia di un giovane vagabondo Charlot che, innamoratosi di una ragazza cieca cerca, in tutti i modi, di trovare il denaro necessario per l’operazione che gli potrebbe ridare la vista. Intanto diventa amico-nemico di uno strano milionario che alterna momenti di profonda depressione con istanti di euforica felicità. Tuttavia la simpatica maschera troverà i soldi e li donerà alla ragazza ma per un equivoco finirà in prigione. Uscito, incontrerà la ragazza guarita che ovviamente non la riconoscerà e lui  non riuscirà a dirle nulla come paralizzato.

Un capolavoro di una delicatezza e romanticismo incredibili che già dalla prima scena ,con Charlot che dorme sulla statua della giustizia, esplicita il tema fondante della pellicola, cioè la volontà di andare oltre e analizzare la superficialità della vita sociale del tempo . La negazione dell’happy ending (inusitato per Chaplina) è memorabile e curato benissimo e si mostra quasi commovente. Lunga lavorazione , forse per l’avvento del sonoro, che contò quantità spropositate di pellicola. Diciamoci la verità ne è valsa veramente la pena con un enorme successo di critica e pubblico.

La semplicità benevola e dolcissima di Charlot si racchiude nell’ultima scena con un epilogo eccezionale e indimenticabile in cui lui guarda incantato quella ragazza di cui si era innamorato.