Tradizione, Storia e Memoria #9

Ultimi due brani della raccolta che chiudono quella consumata e importante audiocassetta. Due canzoni della tradizione: “La Bionda” e “El Bortulì”.

Chiudo questo progetto con una foto di un dipinto caricaturale di un artista iseano detto “Micio” Gatti che raffigura alcuni cantanti iseani in azione, che possono rappresentare paradigmaticamente quella tradizione, quella cultura popolare esaltata dal “Gruppo Spontaneo” di Iseo. Una Memoria intima, e più di altre ‘nostra’, che dobbiamo custodire e proteggere dal tempo.
IMG_2601

Annunci

Tradizione, Storia e Memoria #6

Qui, la conclusione anche morale della prima sezione di brani. Il tema amoroso come principio base delle canzoni  ha tracciato varie fasi dell’ innamoramento:  da quella più passionale e ingenua, a quella più disperata, passando dalla spensieratezza allo stupore.

A seguire l’ intro del lato B che lascia le tematiche amorose per tuffarsi nel pieno della tradizione bresciana. L’ ora ormai è tarda, come dice il narratore, ed è giunto il momento di smetterla con il romanticismo. Qui uno dei classici della nostra tradizione: “Cua me bela cua” (Coda mia bella coda).

Tradizione, Storia e Memoria #5

Siamo arrivati all’ Amore giovanile, quello passionale, che intriga e conturba. Quello fisico e sessuale che ottenebra corpo e mente. “Saresti ancor più bella distesa sul sofà” è, in modo non troppo implicito, un inno a quel tipo di sentimento semplice e assoluto che raccoglie in un vortice i due innamorati.

Tuttavia i rapporti cambiano col tempo. La fiamma della passione si affievolisce. Quell’ amore infallibile e perfetto lascia il passo a qualcosa di diverso che può tramutarsi anche in un vero e proprio inferno. Una sofferenza che può divenire odio e sfogare orribili pensieri e idee. Questa è “Vuoi tu condurla a Predore annegar”.

Tradizione, Storia e Memoria #4

mago

L’ amore è anche sofferenza. E in questo brano si racconta proprio quella sofferenza che una paradigmatica biondina può scaturire nell’ animo di un innamorato. Uno dei più classici amori non corrisposti che forse iperbolicamente rovina la gioventù di un giovane, lasciandolo da solo con la sua malinconia. Un topic sconsolato e infelice in completa antitesi con il ritmo della canzone: articolato, divertente e molto ritmato, esaltato da alcuni simbolici personaggi come uno strano mago che appare improvvisamente e spaventa il povero ragazzo ma che parallelamente esorcizza tutta la nostalgia di una delusione d’ amore.

Tradizione, Storia e Memoria #2

I brani che vi propongo oggi sono due:

Il primo è la prima canzone del lato A della consumata audiocassetta. L’ esordio. Un presentatore e un intervistato iseano si incalzano nella presentazione del ‘Gruppo Spontaneo’, una cerchia, nemmeno troppo ristretta, di veterani del paese che si ritrova in una delle varie osterie di Iseo. Oltre il presentatore, che è Riccardo Venchiarutti (attuale sindaco di Iseo),  i componenti dello storico gruppo spontaneo sono: Ugo Carrara detto “Ciöa”, Pepi Massussi, Tonino Lancini, Peppino Sgarbi detto “Paia”, Tullio Bonfadini, Beppe Bonfadini detto “Rocheta”, Roberto Marchesi detto “Meo”, Beppe Barezzani, Sandrino Balzarini “il Maestro” e Franco Cristini. Divisi in ruoli (prime e seconde voci, musica, versi ecc..), vengono presentati e raccontati come personalità conosciute in paese, quanto i ruoli che vengono rievocati: un pezzo del  paradigmatico presente sociale e culturale di un paese di provincia tra gli anni ’50 e ’80.

Il secondo è il primo brano ufficiale, quello con cui ci si scalda la voce. Parla d’ Amore, vero e proprio leitmotiv di tutto l’ album. Dalle note di un coro emerge la speranza di un amore futuro che inebria la fantasia dell’ uomo e lo travolge in un sinuoso vortice di illusori desideri.

“Gravity” di Alfonso Cuaròn

UNA DRAMMATICA PASSEGGIATA NELLO SPAZIO

voto: ** e mezzo

Immagine

Nello spazio, in mancanza di ossigeno e a oltre 200 gradi sotto lo zero, la specialista Ryan Stone, un ingegnere biomedico, sta lavorando su un satellite insieme all’ astronauta Matt Kowalsky, ufficiale abituato a passeggiare nello spazio e prossimo al pensionamento. Mentre i due, accompagnati da un collega, sono fuori dallo Space Shuttle tutta la zona viene attraversata da numerosi detriti a grande velocità arrivati da un satellite colpito inavvertitamente da un missile russo. Lo scontro sarà durissimo e lo shuttle verrà gravemente danneggiato, uccidendo tutti i partecipanti alla missione fuorchè la terrorizzata Ryan, che sta sprecando poco a poco l’ ossigeno e l’imperturbabile Matt che riesce, malgrado il dramma e il pericolo, a mantenere la calma e riflettere su come tornare a casa.

Una missione maledetta che nasconde insidie e problemi, uno dopo l’ altro. Quando la situazione, che fin da subito si complica diventando pericolosissima, sembra diluirsi e risolversi, immediatamente un avverso e tragico imprevisto mette a repentaglio di nuovo la vita dei superstiti e l’ intera missione. Ben presto la protagonista è l’ unica a resistere e diventa la vera eroiana  della pellicola, lottando contro il tempo, il fato e lo spazio per riuscire a tornare a casa. Col trascorrere dei minuti, da una prospettiva incerta e impotente, la specialista, alla sua prima missione nello spazio, diviene una moderna combattente spaziale, vestendo sempre più quella fisicità immortale dell’ ufficiale Ellen Ripley di “Alien” (vera e propria icona di genere). Un racconto di formazione che modifica profondamente la protagonista, esaltandone il coraggio e la determinazione, ma non risultando immune dal melodramma che, ciclicamente, appare in maniera sempre più costante con il suo culmine nella scena in cui il capitano Kowalsky decide di tagliare la corda che lo lega a Ryan, sacrificando la propria vita. Una pellicola che in ogni caso ha nella visionarietà e nell’ immagine i suoi veri protagonisti con un’ inquadratura che oscilla frequentemente da semi soggettiva a soggettiva con delle visioni atteraverso profondissime e spesso nauseanti perché coerenti all’ assenza di gravità sofferta dai protagonisti. Grandi e spettacolari le inquadrature della terra e dei vari satelliti, posti in una scenografia virtuale curata nei minimi particolari ed esaltata da un 3D dinamico e armonico nel contesto. Happy end che rispetta il classicismo hollywoodiano e volitivo simbolismo finale con il quale si chiude la pellicola col titolo della stessa, che irrompe dopo l’ ultima scena quasi a ricordare di cosa trattasse il film. Ottima l’ interpretazione “alla Weaver” di una Sandra Bullock migliorata enormemente negli ultimi anni (siamo veramente distanti dai tempi di “Demolition Man” e “Speed”). Un’ attrice di grande forza drammatica che dimostra le sue enormi qualità nell’ apogeo espressivo del film in cui in una scena di rara bellezza, quasi incredula di essere sopravvissuta, si lascia cullare dalla gravità dello spazio come un feto nell’ utero materno, citando il finale di “2001 Odissea nello Spazio”, vero modello dell’ intero genere. Buona anche la performance di Clooney che equilibra l’ enorme tensione che fin da subito cresce nella sceneggiatura con una calma sempre molto distensiva e necessaria nell’ economia del film.
Il regista Alfonso Cuaròn è messicano , già direttore de “Uno per tutte” e de “Il prigioniero di Azkaban” , ha partecipato con questa pellicola al 70^ Festival di Venezia e ha vinto il “Future Film Festival Digital Awards”. La sceneggiatura è stata scritta dal regista e dal figlio ma solo nel 2010 è stata acquistata dalla Universal dopo anni di accantonamento. James Cameron l’ ha definito , forse esagerando, il miglior space movie mai realizzato.

 

“Effetti Collaterali” di Steven Soderbergh

NULLA E’ SCONTATO NEL PREVEDIBILE

voto: ** e mezzo

Immagine

 

Dopo un felice periodo fatto soprattutto  di denaro e prestigio sociale, l’ inaspettato arresto di Martin (Channing Tatum), getta Emily (Rooney Mara), la sua ragazza,  in un profondo sconforto personale. La tanto attesa libertà del compagno  tuttavia non cambierà la situazione, anzi, la ragazza, pur cercando di aiutarsi  con psicofarmaci e pillole, non riesce a reagire ed entra in un vortice fatto di ansie , paure, insicurezze e depressione. Il culmine arriverà con un tentativo di suicidio fallito ma che la porterà alla conoscenza del dott. Banks (Jude Law), preparato e ambizioso psichiatra che deciderà di seguirla ed aiutarla. Le varie cure prescrittegli  portano la donna ad una  continua instabilità psicofisica, fino a quando, anche grazie alle sue pressioni, il medico le farà provare l’ Ablixia. Questo farmaco, appena messo  in commercio,  dona a Emily grande energia ed autostima.  Anche la relazione con il fidanzato migliora, tuttavia alcuni effetti collaterali cominciano a diventare sempre più prevaricanti , fino a quando, in preda ad un’ incoscienza apparente la donna accoltellerà mortalmente Martin al suo ritorno a casa, in preda ad una sorta di sonnambulismo omicida.  La notizia fa ben presto il giro della città e degli addetti ai lavori,  colleghi del dott.  Banks. Il caso è piuttosto grave: un farmaco prescritto da uno psichiatra ha reso una donna instabili e vulnerabile un’ assassina e causato un omicidio. Il processo ha inizio e la brillante carriera del medico comincia ad incrinarsi e molti cominciano a voltargli le spalle. Anche lo psichiatra  è in preda ad un disagio e ad un forte senso di colpa, fino a quando  comincia a sospettare della ragazza e ad indagare su un suo ardito e complesso piano, volto a cucire un’ inattaccabile  messa in scena per coprire un enorme progetto di insider trading, una truffa in borsa, che avrebbe reso ricchissima  la giovane Emily e la sua ex psichiatra, la dott.sa  Siebert (Zeta-Jones). 

Ampio e articolato, l’ ultimo film diretto da Steven Soderbergh si mostra in piena linea con lo stile accattivante e originale del regista. Una tecnica ben riconoscibile e  di forte impatto scenico che tende a raccontare ed indagare drammi esistenziali e personali che nascondono riflessioni sociali più ampie e generali. Il tutto, raccontando una storia apparentemente semplice , che però nasconde una cornice intricatissima e movimentata, di gran fascino se pur   Continua a leggere