la corazzata potemkin di Sergey M. Ejzenstejn

                                                                                    SFATIAMO UN MITO

                                                                              voto : ****P        (URSS 1925)

POTEMKQuando si tratta di sfatare un mito, io comincio da subito ad eccitarmi. Se poi il “mito” è uno di quelli tipicamente italiani, ancora meglio. Mi dispiace andare contro i grandi sostenitori di fantozzi che lo amano in tutto e per tutto. Sappiate che anch’ io lo apprezzo molto ma purtroppo vi devo comunicare una grande verità (che poi tanto novità non è) : “La corazzata Potemkin” non è una cagata pazzesca anzi è uno dei capolavori assoluti della cinematografia mondiale , nonchè uno dei film più famosi di tutti i tempi. Certo, pensare che , quando si cita questo film, tutti pensano al “Secondo tragico Fantozzi” è piuttosto sconfortante. Ma gli italiani (almeno la maggior parte) sono fatti così. C’è poco da fare.

Tornando al film, questa è la storia dell’ ammutinamento dell’ equipaggio di una corazzata, chiamata Potemkin e la conseguente repressione dei cosacchi contro il popolo, riunitosi in segno di solidarietà al porto. La corazzata riuscì a salvarsi prendendo il largo ma si trovò davanti alla flotta zarista che , inaspettatamente (grande colpo di scena), si rifiuta di attaccarla, permettendole di andarsene e di alzare la bandiera rossa, dipinta , pensate, fotogramma per fotogramma a mano.

Un film incredibile, che fa delle tematiche storiche e delle scelte scenografiche le sue grandissime e immortali caratteristiche peculiari. Come dice il critico A. Grasso, questo film parla dell’ esplosione rivoluzinaria vista come una tappa fondamentale per lo sviluppo sociale. Ed in queste poche parole si racchiude perfettamente la ricerca tematica presente nel film. Ejzenstejn, da parte sua, mostra la sua incredibile capacità, concentrandosi sulla scelta dei dettagli personali degli attori grazie a cui  riesce a racchiudere in una scena, in un’ espressione, intere introspezioni psicologiche ed emozioni profonde. Come per esempio il tragico occhio della madre che perde il bambino e l’ agghiacciante risata del generale, proposta anche sulla locandina del film. Grandissima la scena della carrozzella che cade dalla scalinata. Scena che molti altri registi usarono per citare questo film come Brian De palma in “The Untouchable”. Grande finale che riflette anche sull’ immortale binomio pace-guerra che viene sfatato in una decina di minuti, mostrando un grande elogio alla fratellanza  fra i popoli.

Almeno una volta nella vita,  “La Corazzata Potemkin” è da vedere, anche perchè mai slogan fu più azzeccato:   UN FILM DI EJZENSTEJN E’ COME UN GRIDO!

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