manolete di Menno Meyjes

                                                          PASSIONE AMOROSA E TAUROMACHIA

                                     voto: **        (Spagna, Gran Bretagna, Usa, Francia-2007)

Manuel Laureano Rodríguez Sánchez -Manolete- (Adrien Brody), uno dei migliori toreri di Spagna e del mondo, vede la sua celebrità decadere in favore di nuovi e più giovani “matador de toros”, che sembrano offuscare la sua leggenda. Uno in particolare è l’ arrogante Luis Miguel Dominguin (Nacho Aldeguer), bello e rampante che conquista, con la sua tecnica, la “Plazas de toros”. La resa dei conti è vicina e il 28 agosto 1947 tutto è pronto per la sfida finale fra i due toreri. Nell’ attesa di questa epica battaglia, Manolete ripercorre i ricordi  della sua passionale e tormentata storia d’ amore (ormai finita) con Lupe Sino (Penelope Cruz), la bellissima e promiscua donna che gli ha stravolto la vita e di cui si è innamorato perdutamente. La perdita dell’ amante causerà angoscia e un ineluttabile sentimento di disperazione nell’ affascinante e timido torero che, nella sua ultima sfida con la morte (il toro), resterà vittima e non carnefice.

 La narrazione , ricca di analessi e retrospezione, abbraccia l’ affascinante sentimento di “eros e thanatos” che attanaglia la psiche più profonda del protagonista. Sentimento causato dalla travolgente storia d’ amore che acquisisce , durante la pellicole, accezioni metaforiche affascinanti e poetiche, come la forza bestiale del toro accostata al delicato ma ugualmente devastante fascino dell’ amante, oppure il rapporto tra carnefice e vittima che si crea fra il torero e il toro, molto vicino a quello tra l’ amante e l’ amato . Il regista, prima sceneggiatore, vuole, però,  dare alla pellicola un taglio troppo narrativo, usa infatti molti flashback e retrospezioni in modo quasi ossessivo, rischiando in più punti di risultare confusionario e disordinato. Il cast è ottimo e il protagonista Adrien Brody è perfetto per il ruolo del taciturno e timido torero, insieme anche ad una Penelope Cruz  incredibilmente affascinante e sensuale  che riesce  a mangiare semplicemente una mela con una carica erotica sbalorditiva (come avviene in una sequenza del film). La pellicola è inoltre caratterizzato da molte frasi ossimoriche ad effetto che puntano sul contrasto e che risultano troppo artefatte e di troppa influenza hollywodiana, come per esempio “Per voi uomini niente è reale finchè non sanguina” dice Lupa a Manolete, oppure, sempre la donna all’ amante, “Sei il più bell’ uomo brutto che abbia mai visto”, accompagnate da accenni di oscurità storica che fanno trasparire  retroscena politici franchisti dietro la prematura fine del torero, che rimangono sempre troppo in superficie.