il pianista di Roman Polanski

                                                                                         AMORE E SOFFERENZA

                                        voto: ****            (Francia/Polonia/Inghilterra/Germania 2002)

pianistaNella Varsavia di inizio anni ’40 del ‘900 la benestante famiglia di ebrei Szpilman conosce la sofferenza e il dolore della persecuzione nazista. Uno dei figli è l’ affermato pianista Wladyslaw (Brody) . Molto sensibile e compassionevole, egli soffre molto per le disgrazie che vede ogni giorno e per le difficoltà continue della sua famiglia per vivere nel ghetto della città. Egli sarà costretto anche a vendere il suo piano per mangiare ma riuscirà a trovare un ‘ occupazione in un circolo di nobili ebrei. Nel ‘ 42 inizierà la massiccia deportazione e tutta la famiglia verrà accompagnata sul binario della fine ma Wladyslaw riuscirà a salvarsi e a non partire grazie ad un ufficiale della polizia. Comincerà così la sua fuga che culminerà col tentativo di vivere al di fuori dal ghetto, grazie alla compassione di alcuni suoi vecchi amici.

Pellicola che parla dell’ olocausto in prima persona ma , a differenza di altri film che parlano di questa atroce pagina della storia contemporanea, quest’ ultimo cerca di raccontarlo attraverso l’ universo personale di un soggetto, il protagonista. Il regista cerca infatti di rintracciare sensazioni e drammi psicologici del personaggio principale e fa ciò per gradi. Inizialmente in modo leggero, quando la situazione è difficile ma sottocontrollo e Wladyslaw vive ancora con la famiglia ma con i minuti qusta situazione muta poco a poco , divenendo sempre più difficile, fino ad arrivare al picco più basso in cui lui cammina irriconoscibile tra le macerie del ghetto che rappresenta, oltre alla distruzione della guerra, anche la devastazione personale e psicologica del grande pianista.

Ottima fotografia e musiche perfette accompagnano una regia che non scivola mai e riesce a fare ciò che raramente si vede , cioè migliorare costantemente, impennando continuamente e mantenendo sempre la medesima tensione espressiva e scenica. La scenografia è infatti perfetta e rispetta sempre la storia. Ottime interpretazioni degli attori, tra cui si evidenzia il protagonista Adrien Brody che impersonifica perfettamente le paure e la disperazione di un artista che in molte sequenza non ha altro appoggio che la musica , la sua musica che, come è chiaro che sia, spesso riprende Chopin.

Molte scene davvero indimenticabili, come quella in cui il pianista finge di suonare il piano muovendo solamente le dita al di sopra dei tasti, per non farsi scoprire o il colloquio con il generale SS che scopre il suo nascondiglio ma decide , miracolosamente, di lasciarlo  vivere dopo averlo ascoltato suonare. L’ happy end amaro è perfetto e rispetta l’ alto livello di tutto il film.

Grande successo di critica con Palma d’ Oro a Cannes e tre Oscar, a Polanski, Brody e Harwood (lo sceneggiatore).

 

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bastardi senza gloria di Quentin Tarantino

                                                     NOI SIAMO I BASTARDI E UCCIDIAMO NAZISTI

                                                                                 voto: ***      (USA 2009)

bastardi-senza-gloriaCinque capitoli dividono il film che descrive due storie , apparentemente divise ma che, alla fine, convergeranno in un unico grande progetto, volto a eliminare le maggiori cariche del partito nazionalsocialista tedesco. La prima racconta la storia di una ragazza Shosanna (Melanie Laurent) , un’ ebrea che si vede uccidere barbaramente la famiglia dai nazisti all’ inizio della guerra nelle desolate campagne francesi. Cambierà nome e vita, aprendo un cinema ma conservando un autentico odio verso i tedeschi. Parallelamente, sempre in Francia,  una squadra speciale di soldati americani e tedeschi (ex SS) chiamati i Bastardi e capeggiata dall’ affascinante quanto divertente comandante Aldo Raine (Brad Pitt) , gira da regione a regione , collezionando numerose mattanze naziste e divenendo sempre più conosciuti e temuti tra le fila nemiche. I destini della giovane e dei Bastardi si incroceranno quando il ministro della propaganda nazista Joseph Goebbels decide di organizzare una serata di gala per la presentazione di un  nuovo film tedesco proprio nel cinema della ragazza. A questa serata parteciperanno le cariche maggori del terzo reich compreso Hitler. Occasione da non sprecare sia per la ragazza che per i Bastardi che elaboreranno un  piano per colpire il regime al suo vertice. In tutto il film si ritrova la presenza costante di un intuitivo quanto abile colonnello delle SS Hans Landa (Christoph Waltz)  che oltre ad essere uno dei protagonisti del film, sarà anche un personaggio fondamentale nel piano della giovane Shosanna.

Il ritorno di Questin Tarantino è indubbiamente in grande stile. I dialoghi sono eccezionali e indimenticabile poichè l’ espressività è curata fino all’ ultimo sguardo e le parole sono sempre calzanti e adatte a quell’ istante esatto. Ciò è accompagnato da una tensione costante e altissima che non di sfascia mai per interi minuti. Gli attori si mostrano davvero bravi, con dei picchi recitativi davvero notevoli come, per esempio, l’interpretazione del colonnello da parte di Waltz. La sceneggiatura e l’ organizzazione della pellicola è tipicamente tarantiniana, con capitoli, scritte e musiche davvero adatte. La tensione è curata molto bene in numerose scene ma il film è caratterizzato anche da parti molto più distensive e divertenti che funzionano. Una di queste è quella in cui  i Bastardi, per entrare nel cinema, si fingono siciliani.

Il limite del film, che però non si rivela un reale errore,  è la staticità che in alcune parti si rintraccia. In particolare nel secondo capitolo è presente molto quando la storia si concentra sulla ragazza e i Bastardi non vengono più inquadrati per una buona mezz’ ora. Ma questo potenziale problema del film viene quasi coperto dall’ ottimo lavoro del cast che fa davvero un ottimo lavoro con un’ omaggio particolare all’ interpretazione grandiosa di Christoph Waltz, uno sconosciuto attore austriaco. Inutile dire che Tarantino costella la pellicola di riferimenti cinemogafici precisi, da Sergio Leone  e Ernst Lubitsch a Ken Loach , per trasmettere allo spettatore il suo grande amore per il Cinama.

Secondo me Tarantino non è un genio nel suo campo ma un buon regista molto estroso. Ma devo ammettere che questo film è davvero ben fatto ed è uno dei migliori nella carriera del regista. Assulatemte consigliato!

american history X di Tony Kaye

                                                                                      REDENZIONE NAZISTA

                                                                                     voto : ***            (USA 1999)

american-history-xDerek (Edward Norton) è un neonazista americano che fonda la propria ideologia sui principi del razzismo hitleriano. Lui è a capo di un’ organizzazione criminale molto simili alle squadre d’azione che colleziona attacchi a negozi e attività commerciali di extracomunitari, chiaramente odiati dai moderni skinhead e che vivono e lavorano onestamente nei loro quartieri, . La vita del ragazzo cambia una notte in cui due neri cercano di rubargli l’auto, lui li fermerà, uccidendoli entrambi atrocemente. In prigione la sua ideologia cambia e la sua esperienza in cella gli farà capire realmente chi potrà aiutarlo nei momenti di difficoltà. Parallela a questa storia (raccontata in bianco e nero) c’è la storia del fratello minore di Derek, Daniel (Edward Furlong) che segue le orme del fratello, considerandolo quasi un dio, ma con l’uscita del fratello cambierà anch’egli le proprie idee, andando, però, incontro ad un tragico destino.

U film che parla di una realtà nascosta ma attuale dell ‘ America. Una realtà subdola e sporca, condita da un odio razziale assoluto. Il film infatti parla proprio di questo, dell’ odio raziale e a cosa può portare, tramite l’esperienza paradigmatica di due fratelli della medio borghesia, che vanno incontro a due destini diversi ma uniti l’uno con l’altro.

Il film è diretto bene con l’ alternanza di colori e bianco e nero che viene curata bene ed è regolare e ordinata. La fotografia è buona e gli attori sono molto bravi, in particolare Norton che , anche con questa prova, ha dimostrato  di essere uno dei migliori attori di Hollywood. Per questa interpretazione otterra anche una nomination per l’ Oscar. I limiti di questo film sono però  il finale, forse un po’ troppo scontato e una certa retorica, che si sente soprattutto nella figura del docente di Daniel, che si tenta di nascondere senza riuscirci del tutto.

Bella sorpresa quella di rivedere Elliot Gould (parecchio invecchiato) nel ruolo del compagno della madre di Derek. Io non l’ avevo più visto dai tempi de “Il lungo addio” e “M.A.S.H.” di Robert Altman.