una diversa mattinata

caraibi7lmEra da molto che non assistevo ad un ricevimento di nozze, era da parecchio tempo che non vedevo un abito bianco, gli anelli, i parenti commossi e tutto il resto che ci si può aspettare in un matrimonio. L’ occasione si è proposta nella serata di ieri in cui una mia amica, conoscendo molto bene la sposa, voleva starle vicino in questo importante esperienza. E come mi accade in certi momenti, il mio istinto mi ha portato in una direzione, in questo caso a partecipare alla funzione, pur non conoscendo assolutamente nessuno e costringendomi a fare una trentina di Km. E tutto perchè? Me lo sto chiedendo ancora adesso e non riesco precisamente a dare una risposta a questa domanda. Forse per vedere ed osservare con un occhio totalmente esterno e obbiettivo il matrimonio di due ragazzi giovani e tutto ciò che lo riguarda:  i genitori , gli amici, i conoscenti degli sposi estremamente eccitati, che cercano di nascondere la canonica noia della messa con espressioni inebetite da sorrisi vacui , i preti, tutti in fila, che vorrebbero essere in una spiaggia deserta dei tropici, oppure per guardare i visi dei due innamorati (almeno spero che lo siano), i loro sorrisi, i loro sguardi, la loro emozione, i loro minimi movimenti, dettati dalla tensione di fare un giuramento assoluto davanti al nostro unico Dio? Non lo so…

 E’ stata una piacevole ed inusuale mattinata la mia. Ma come spesso mi accade quando partecipo a qualcosa di “importante” , non necessariamente per me ma anche per altri, ci rifletto e , in questo caso, mi è rimasta una strana sensazione addosso, qualcosa di amaro, di martellante  e , alla fine di tutto, nella mia mente, si è materializzato , come per magia, un film. Non credetemi pazzo ma si tratta di  Continua a leggere

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american history X di Tony Kaye

                                                                                      REDENZIONE NAZISTA

                                                                                     voto : ***            (USA 1999)

american-history-xDerek (Edward Norton) è un neonazista americano che fonda la propria ideologia sui principi del razzismo hitleriano. Lui è a capo di un’ organizzazione criminale molto simili alle squadre d’azione che colleziona attacchi a negozi e attività commerciali di extracomunitari, chiaramente odiati dai moderni skinhead e che vivono e lavorano onestamente nei loro quartieri, . La vita del ragazzo cambia una notte in cui due neri cercano di rubargli l’auto, lui li fermerà, uccidendoli entrambi atrocemente. In prigione la sua ideologia cambia e la sua esperienza in cella gli farà capire realmente chi potrà aiutarlo nei momenti di difficoltà. Parallela a questa storia (raccontata in bianco e nero) c’è la storia del fratello minore di Derek, Daniel (Edward Furlong) che segue le orme del fratello, considerandolo quasi un dio, ma con l’uscita del fratello cambierà anch’egli le proprie idee, andando, però, incontro ad un tragico destino.

U film che parla di una realtà nascosta ma attuale dell ‘ America. Una realtà subdola e sporca, condita da un odio razziale assoluto. Il film infatti parla proprio di questo, dell’ odio raziale e a cosa può portare, tramite l’esperienza paradigmatica di due fratelli della medio borghesia, che vanno incontro a due destini diversi ma uniti l’uno con l’altro.

Il film è diretto bene con l’ alternanza di colori e bianco e nero che viene curata bene ed è regolare e ordinata. La fotografia è buona e gli attori sono molto bravi, in particolare Norton che , anche con questa prova, ha dimostrato  di essere uno dei migliori attori di Hollywood. Per questa interpretazione otterra anche una nomination per l’ Oscar. I limiti di questo film sono però  il finale, forse un po’ troppo scontato e una certa retorica, che si sente soprattutto nella figura del docente di Daniel, che si tenta di nascondere senza riuscirci del tutto.

Bella sorpresa quella di rivedere Elliot Gould (parecchio invecchiato) nel ruolo del compagno della madre di Derek. Io non l’ avevo più visto dai tempi de “Il lungo addio” e “M.A.S.H.” di Robert Altman.