Tradizione, Storia e Memoria #9

Ultimi due brani della raccolta che chiudono quella consumata e importante audiocassetta. Due canzoni della tradizione: “La Bionda” e “El Bortulì”.

Chiudo questo progetto con una foto di un dipinto caricaturale di un artista iseano detto “Micio” Gatti che raffigura alcuni cantanti iseani in azione, che possono rappresentare paradigmaticamente quella tradizione, quella cultura popolare esaltata dal “Gruppo Spontaneo” di Iseo. Una Memoria intima, e più di altre ‘nostra’, che dobbiamo custodire e proteggere dal tempo.
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Tradizione, Storia e Memoria #8

Due brani raccolti in un’ unica traccia che rappresentano uno dei vertici musicali e ritmici della raccolta. La fisarmonica ritorna con enorme insistenza, quasi come una chitarra elettrica in un concerto rock e le canzoni entrano più a fondo nel linguaggio petroso e profondo del dialetto bresciano colloquiale. La lingua, a poco a poco, si libera anche del vincolo morale, diventa più scurrile e si permette alcune licenze non proprio auliche. Nel secondo brano infatti la scena si apre con un tale “Giuanì” che comincia, letteralmente, a pestare i piedi sul solaio perché vuole qualcosa che lascia poco spazio all’ immaginazione dell’ ascoltatore.

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La prima invece è una sorta di serenata versa questa donna la cui identità rimane in parte celata, l’ unica cosa che si sa per certo è che si chiama Antonietta. La passione che l’ uomo ha verso di lei invece emerge con grande forza.

Tradizione, Storia e Memoria #6

Qui, la conclusione anche morale della prima sezione di brani. Il tema amoroso come principio base delle canzoni  ha tracciato varie fasi dell’ innamoramento:  da quella più passionale e ingenua, a quella più disperata, passando dalla spensieratezza allo stupore.

A seguire l’ intro del lato B che lascia le tematiche amorose per tuffarsi nel pieno della tradizione bresciana. L’ ora ormai è tarda, come dice il narratore, ed è giunto il momento di smetterla con il romanticismo. Qui uno dei classici della nostra tradizione: “Cua me bela cua” (Coda mia bella coda).

Tradizione, Storia e Memoria #5

Siamo arrivati all’ Amore giovanile, quello passionale, che intriga e conturba. Quello fisico e sessuale che ottenebra corpo e mente. “Saresti ancor più bella distesa sul sofà” è, in modo non troppo implicito, un inno a quel tipo di sentimento semplice e assoluto che raccoglie in un vortice i due innamorati.

Tuttavia i rapporti cambiano col tempo. La fiamma della passione si affievolisce. Quell’ amore infallibile e perfetto lascia il passo a qualcosa di diverso che può tramutarsi anche in un vero e proprio inferno. Una sofferenza che può divenire odio e sfogare orribili pensieri e idee. Questa è “Vuoi tu condurla a Predore annegar”.

Tradizione, Storia e Memoria #4

mago

L’ amore è anche sofferenza. E in questo brano si racconta proprio quella sofferenza che una paradigmatica biondina può scaturire nell’ animo di un innamorato. Uno dei più classici amori non corrisposti che forse iperbolicamente rovina la gioventù di un giovane, lasciandolo da solo con la sua malinconia. Un topic sconsolato e infelice in completa antitesi con il ritmo della canzone: articolato, divertente e molto ritmato, esaltato da alcuni simbolici personaggi come uno strano mago che appare improvvisamente e spaventa il povero ragazzo ma che parallelamente esorcizza tutta la nostalgia di una delusione d’ amore.

Tradizione, Storia e Memoria #3

Forse il brano più divertente e stravagante della raccolta. “Una scimmia del Brasile” è il racconto di uno sfortunato incontro amoroso tra un euforico giovane e una provocante ragazza, bellissima in apparenza. La serata è piacevole e conviviale fino a che i due rimangono soli. Le luci si spengono e le  speranze del giovane pare si stiano avverando quando improvvisamente la  bella e gentile ragazza si mostra per quello che è in realtà. Sotto i procaci veli si nasconde qualcosa che non rispetta del tutto le attesa del giovane.

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Tradizione, Storia e Memoria #2

I brani che vi propongo oggi sono due:

Il primo è la prima canzone del lato A della consumata audiocassetta. L’ esordio. Un presentatore e un intervistato iseano si incalzano nella presentazione del ‘Gruppo Spontaneo’, una cerchia, nemmeno troppo ristretta, di veterani del paese che si ritrova in una delle varie osterie di Iseo. Oltre il presentatore, che è Riccardo Venchiarutti (attuale sindaco di Iseo),  i componenti dello storico gruppo spontaneo sono: Ugo Carrara detto “Ciöa”, Pepi Massussi, Tonino Lancini, Peppino Sgarbi detto “Paia”, Tullio Bonfadini, Beppe Bonfadini detto “Rocheta”, Roberto Marchesi detto “Meo”, Beppe Barezzani, Sandrino Balzarini “il Maestro” e Franco Cristini. Divisi in ruoli (prime e seconde voci, musica, versi ecc..), vengono presentati e raccontati come personalità conosciute in paese, quanto i ruoli che vengono rievocati: un pezzo del  paradigmatico presente sociale e culturale di un paese di provincia tra gli anni ’50 e ’80.

Il secondo è il primo brano ufficiale, quello con cui ci si scalda la voce. Parla d’ Amore, vero e proprio leitmotiv di tutto l’ album. Dalle note di un coro emerge la speranza di un amore futuro che inebria la fantasia dell’ uomo e lo travolge in un sinuoso vortice di illusori desideri.

un po’ di teatro.

UN PAESE SENZA ANTENATI NON POTRA’ MAI AVERE POSTERI

Il teatro, lo sappiamo, non è solo recitazione e grandi sinfonie. E nemmeno Piece Spettacolari e Colossali. Il teatro è soprattutto cultura e ricerca costante, conoscenza di sé e del mondo, della storia e della Realtà. Primordiale freccia all’ arco dell’ Arte e dell’ Uomo che rappresenta se stesso con il linguaggio originario del corpo.

La vita serve come stimolo per creare e plasmare  l’ Arte ma è bene non dimenticare che l’ Arte è il maggiore strumento per cercare di comprendere  l’ inconoscibile dell’ esistenza, la realtà che ci circonda e maturare una coscienza personale e intellettuale.

Il Teatro “Civile” è, fra le varie rappresentazioni umane,  il filo diretto che unisce nel modo più esplicito e immediato  l’ individuo  alla Storia e quest’ Ultima all’ Arte.

Vi propongo, perciò,  in questa sede,  alcuni degli  spettacoli di uno dei migliori attori italiani di Teatro “Civile” di questi anni. Si tratta di Marco Paolini.

“Vajont”

Spettacolo che narra la “tragedia del Vajont”  del 9 Ottobre 1963, in cui persero la vita 2000 persone.

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Guarda lo spettacolo!

“I Tigi a Gibellina”, racconto per Ustica

Spettacolo che narra la “Tragedia di Ustica” del 27 giugno 1980, in cui a causa di un Missile straniero cadde un’ aereo di linea che trasportava 81 persone.

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Guarda lo Spettacolo!

“Ausmerzen”, vite indegne di essere vissute

Spettacolo che ripercorre il tragico periodo dell’ Olocausto prima della Shoah, in cui l’ omicidio gratuito veniva camuffato da sperimentazione scientifica.

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-Guarda lo Spettacolo!

“Itis Galileo”

Uno dei più recenti di Paolini. Ripercorre la Vita di Galileo Galilei  con stile dinamico e dissacrante.

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-Guarda lo Spettacolo!

il divo di Paolo Sorrentino

O LEI E’ IL PIU’ GRANDE SCALTRO D’ ITALIA O E’ IL PIU’ PERSEGUITATO DELLA STORIA

                                                                           voto : ***    (Italia 2008)

 

divo

 

Film ritratto su Andreotti e in particolare sull’ Andreotti degli anni ’90 in cui il suo personaggio sembrava  entrare in crisi a causa di un governo cortissimo e delle continue accuse di concorso a delinqure mafiose e i conseguenti processi, a i quali, comunque, riuscì sempre ad essere assolto.

Mereghetti è un critico che io , personalmente, apprezzo molto e spesso mi trovo d’ accordo con le sue parole. A Cannes lui parlò del film e ne ebbe una buonissima considerazione.

Io sono d’ accordo sull’ analisi tecnica, sulle grandi interpretazioni ed in particoalri quella di Toni Servillo ma, sull’ idea di fondo del film, non del tutto. In realtà, a mio parere, l’ uso di Andreotti come paradigma della realtà politica nazionale è secondario, è un passaggio successivo .  Invece, a me pare che la vera finalità non sia qualla di proporre un ritratto preciso di un politico ma , pittosto, quello di una persona, di un uomo. Si cerca di descrivere la parte più oscura del personaggio, quella privata, quella intima. E il regista ci riesce, ci riesce perfettamente. Solo successivamente interviene la politica, lo stato, gli accordi. E penso che sia proprio questa la grandezza del film cioè quella di riuscire a compiere una descrizione inusuale e non comune di uno dei personaggi pubblici più controversi e oscuri della storia italiana.