OSCAR 2013, Mediocrità infranta da un unico raggio di Cinema

Si è conclusa una nuova puntata degli Academy Awards, quella del 2013, e come al solito essa ha tenuto sospesi davanti al televisore svariate centinaia di migliaia di telespettatori. O meglio, li ha tenuti sospesi solo nei primi istanti di spettacolo, perché la presentazione e lo humour tipicamente americano, accompagnati dalle varie apparizioni eccellenti (e non) e affiancati da un buonismo diffuso miseramente dissacrato dallo stile del presentatore Seth MacFarlane, difficilmente saranno riusciti a mantenere svegli tutto il pubblico che ha iniziato a guardare lo show degli Oscar. Complice anche la scansione inevitabile dei premi, che concentrava chiaramente quelli più prestigiosi nel finale. Infatti la tensione da risultato e la curiosità cinefila scema minuto dopo minuto, inesorabilmente, vittima di una simpatia ed un’ affabilità forzata e ripetitiva. Ma, di fatto, il livello dello spettacolo interessa poco e lascia presto la strada ai vincitori, ai risultati veri e propri. E in questo senso, gli Oscar vestono di successo “Argo”, il film diretto ed interpretato da Ben Affleck, che riesce a raggiungere un risultato storico per la sua fresca carriera da regista, iniziata soltanto nel 2007 con lo sbiadito “Gone baby gone”. Il film, tratto dall’ omonimo romanzo di Mendez e Baglio, vince il premio come “Miglior film” e come “Miglior sceneggiatura non originale” di Chris Terrio. Una pellicola buona ma a cui sta piuttosto larga la statuetta come opera cinematografica n. 1 di quest’ anno. Tra i candidati nella categoria infatti spiccano almeno due pellicole migliori della precedente, cioè “Amour” di Michael Haneke, che si è aggiudicato il premio come “Miglior film straniero” e sicuramente “Vita di Pi”, che tuttavia si porta a casa 4 statuette, profumando da reale trionfatore del 2013. Non ci si può aspettare un plebiscito straniero in un concorso nato, creato e sostenuto da Hollywood, ma l’ enorme successo di Ang Lee dimostra quanto la sua pellicola abbia profondamente condizionato l’ Academy. Risultato giusto, anche se davanti alle 11 nomination, forse “Vita di Pi” avrebbe meritato un risultato più rotondo, malgrado il prestigio dei premi vinti come “Regia”, “Fotografia”, “Effetti Speciali” (superando la spietata concorrenza di “Prometheus” e soprattutto “The Avengers”) e “Colonna Sonora”.
Grande e meritato il risultato di “Amour” nella categoria “Miglior Film Straniero” ma misera e inaspettata la reazione dell’ Academy al nostro grande “Cesare deve morire” dei Taviani che, dopo aver vinto lo scorso Festival di Berlino ed essere stata la pellicola scelta per rappresentare l’ Italia nell’ 85esima edizione degli Oscar, è stata scartata da osservatori purtroppo troppo miopi. Un vero e proprio scandalo se si pensa alla qualità cinematografica di quest’ ultima e della pellicola vincitrice della statuetta come “Miglior Film”. Stilisticamente e artisticamente i Taviani hanno realizzato infatti un’ opera unica, cinematograficamente superiore ad “Argo” e “Amour” e di enorme consapevolezza e raffinatezza formale. Stesso destino al buon “Quasi Amici” di Nakache e Toledano, escluso fin da subito. L’ Italia ha partecipato alla serata soltanto con il brano di Ennio Morricone ed Elisa, intitolato “Ancora qui”, presente all’ interno del tarantiniano “Django Unchained”
Il “Miglior film d’ animazione” se l’ è aggiudicato il buon “Brave” della Disney che, onestamente, gareggiava da solo, senza concorrenza reale per la categoria quest’ anno. Ottimo e meritatissimo premio come “Miglior Corto d’ animazione” a “Paperman”, il romantico e dolce gioiello di John Kahrs e prodotto sempre dalla Disney.
Daniel Day-Lewis e Christoph Waltz si confermano (non soltanto per il premio) due dei migliori attori hollywoodiani ora in circolazione con le pellicole di “Lincoln” e “Django Unchained”, che gli valgono l’ Oscar come “Migliori Attori” 2013, rispettivamente come protagonista e non protagonista.
Il premio come “Miglior attrice protagonista “ è andato a Jennifer Lawrence per “Il lato positivo” e quello per la ”non protagonista ” alla stupenda Anne Hathaway per il musical “I Miserabili”.
“Miglior sceneggiatura originale”, infine, al non eccezionale “Django …” che , nel complesso, raggiunge un buon risultato e che favorisce il grande Tarantino con il premio più ambito per un regista completo come lui.
Una serata noiosa ed infinita che, senza sorprese, non innalza grandi prodotti cinematografici ai vertici del Cinema mondiale e che, alla luce delle scelte fatte, non fa nemmeno nulla per scovarli, premiandoli come si meritano. Molta medietà e conformismo in quest’ 83esima edizione , ottenebrata soltanto dell’ ottima pellicola di Ang Lee che è il vero gioiello di tutto il 2013 e che dimostra senza alcun dubbio l’ enorme statura artistica del regista ed una forte propensione qualitativa dell ‘ Oriente, che sta esplodendo Festival dopo Festival e diffondendo i suoi prodotti in un Occidente saturo e ripetitivo , figlio di una tendenza cinematografica statunitense ormai solamente spettro di se stessa e che ha sempre meno cose da dire.
Tutti i premi:
Miglior film: Argo di Ben Affleck
Migliore attrice protagonista: Jennifer Lawrence per Il lato positivo
Miglior attore protagonista: Daniel Day-Lewis per Lincoln
Migliore attrice non protagonista: Anne Hathaway per Les Misèrables
Migliore attore non protagonista: Christoph Waltz per Django Unchained
Miglior regista: Ang Lee per Vita di Pi
Migliore sceneggiatura originale: Quentin Tarantino per Django Unchained
Migliore sceneggiatura non originale: Chris Terrio per Argo
Miglior film in lingua straniera: Amour (Austria)
Miglior film d’animazione: Ribelle – The Brave di Mark Andrews e Brenda Chapman
Miglior fotografia: Claudio Miranda (Vita di Pi)
Migliori effetti speciali: Bill Westenhofer, Guillaume Rocheron, Erik-Jan De Boer e Donald R. Elliott (Vita di Pi)
Migliori costumi: Jacqueline Durran (Anna Karenina )
Miglior montaggio: William Goldenberg (Argo)
Miglior sonoro: Andy Nelson, Mark Paterson e Simon Hayes (Les Misérables)
Miglior montaggio sonoro: Per Hallberg e Karen Baker Landers (Skyfall) e Paul N.J. Ottosson (Zero Dark Thirty )
Migliori trucco e acconciatura: Lisa Westcott e Julie Dartnell (Les Misérables)
Migliore colonna sonora: Mychael Danna (Vita di Pi)
Miglior canzone originale: Adele Adkins e Paul Epworth (Skyfall)
Miglior scenografia: Rick Carter e Jim Erickson (Lincoln)
Miglior cortometraggio: Curfew di Shawn Christensen
Miglior cortometraggio animato: Paperman di John Kahrs
Migliore documentario: Searching for Sugar Man di Malik Bendjelloul e Simon Chinn
Migliore cortometraggio documentario: Inocente di Sean Fine e Andrea Nix Fine