I 25 migliori che?

2010 febbraio 3

                                                                                      OH MY GOD!

La situazione del Cinema Occidentale è già difficile di suo, se poi ci si mettono anche queste agenzie americane come EW, siamo costretti ad auspicarci un inevitabile collasso  futuro, a meno che non ci sia già  stato.

Riguardo alla lista, sulle posizioni non sono assolutamente d’ accordo e la metà dei nomi personamente li toglierei all’ istante. Quando ho letto i nomi di Paul Greengrass (in 23^ posizione), Sam Raimi (in 15^), Judd Apatow (in 14^) ho spento il computer, giurando di non accenderlo mai più ma ho resistito 3 minuti e mezzo. Ho quindi proseguito con la lista e quando mi sono visto Peter Jackson in 2^ posizione preceduto da Spielberg in 1^ con un artista come Eastwood in 19^ ho apprezzato il coraggio da un lato, ma dall’ altro mi sono vergognato per i giornalisti che hanno stilato questa lista.

Va bene che il Cinema dipende ormai da logiche di mercato e pubblicità ma a questi livelli, ha del redicolo. Che l’ Italia non sia presente in questa lista non è una novità ma, onestamente, non ci scandaliziamo sù. Ma che non ci siano nomi come Woody Allen, Francis Ford Coppola, Oliver Stone, Kim Ki Duk ha davvero dell’ incredibile…

Nausicaä della Valle del vento (風の谷のナウシカ) di Hayao Miyazaki

2010 febbraio 2

                                                                         NATURA ED ECOLOGISMO

                                                              voto: *** e mezzo            (Tokyo-1984)

I “sette giorni del fuoco” , una terribile disgrazia che ha sconvolto la fisionomia e l’ ecosistema terrestre , ha reso la terra un globo sconvolto e devastato da aria tossica insostenibile per l’ uomo e da giganteschi insetti, vittime del mutamento che vivono nella giungla tossica, chiamata così per le tossine prodotte dalla flora anch’ essa vittima della mutazione genetica. Mille anni dopo quei tremendi sette giorni, la società è regredita , lasciando degli sporadici retaggi tecnologiche come le armi e le macchine volanti. Nausicaa è una ragazza coraggiosa e giusta che, a differenza degli altri, ama la natura e tutto ciò che la riguarda , senza paura e timore alcuno. Ella è la principessa della valle del vento e combatterà in prima linea quando la regina di Tolmekia e le sue truppe, volendo riportare il dominio dell’ uomo sul pianeta, soggiogano gli abitanti della valle e si preparano a sconfiggere la Giungla e i suoi abitanti con l’ aiuto dei potenti guerrieri invincibili. Un film d’ animazione che , a livello di ambientazione e scenografico, getta le proprie radici in serie quali “Conan, ragazzo del futuro” e “Ken, il guerriero” ma che va in direzione diametricalmente diverse. Questo film, oltre ad offrire un avvincente conflitto, trasmette anche durante la pellicola e soprattutto grazie alla protagonista Nausicaa vere e proprie ideologie. Lei è infatti usata come veicolo del regista per trasmettere le sue posizioni che vanno dall’ ambientalismo all’ antimilitarismo, dalla fratellanza tra i popoli all’ amore per la natura. Il tutto accompagnato da un’ animazione futurista e particolarmente curata, davvero all’ avanguardia per il periodo.

Pietra miliare della Cinematografia Giapponese e uno dei vertici raggiunti dal regista Miyazaki.

tra le nuvole di Jason Reitman

2010 febbraio 1

                                                                          CAPISALDI COMUNI

                                                                  voto: **            (USA-2009)

Ryan Bingham (Clooney) è un’ affascinante e distinto “taglia teste” . Lui, infatti, è pagato dalle grandi ditte per licenziare il personale e cercare di rendere questa terribile notizia meno amara di quanto possa essere a dipendenti anche anziani che hanno sacrificato la propria vita  per quel lavoro. In questo frustrante sistema, il protagonista sguazza perfettamente e, libero come una farfalla, non ha e non desidera dimora, famiglia e legami alcuno. E non ne sente necessità, vivendo una vita in viaggio senza alcuna casa, se non l’ aeroporto, uno qualsiasi negli Stati Uniti. Ma la vita tranquilla e serena di Ryan cambia a causa di due donne, Alex (Vera Farmiga) che riuscirà a farlo innamorare e a sperare un futuro insieme  a lei e Natalie (Anna Kendick), una sua collega di lavoro giovane e non disincantata come lui che lo farà riflettere sull’ importanza dei principi tipicamente americani come la famiglia, l’ amore ecc., i caposaldi della società stessa.

Un film che vuole trasmettere o meglio vorrebbe trasmettere l’ importanza delle relazioni umane e la fugacità e inautentica vita del protagonista ma la sceneggiatura porta al contrario. Infatti Ryan , mentre fa quello che sa fare meglio, cioè il taglia teste e viaggia 350 giorni l’ anno, è felice, soddisfatto e appagato ma quando si convince che questa vita non gli appartiene più, comincia a patire la solitudine e riceve cocenti delusione.

Una pellicola che cerca di riproporre in chiave positiva i principi base della società statunitense, non riuscendoci però fino in fondo. Per il resto, il film è nella norma. Dei buoni attori, una buona scenografia e ottimi dialoghi ma una banalità sceneggiativi che si sente. Un film americano che parla della società americane in modo poco incisivo. Da ricordare , però, la bravura del regista Reitman che riesce a dare al protagonista una forte personalità e uno spessore davvero incisivo e difficile da dimenticare.

auguri grande maestro…

2010 gennaio 20

                                                                 GLORIOSI RICORDI NAZIONALI

90 anni fa esatti, nella giornata di oggi, nasceva a Rimini una delle future menti più brillanti dell’ intera storia del Cinema mondiale e che  viene ricordato ancora oggi come uno dei rari geni, in questa  arte. La sua attività , spesso d’ influenza autobiografica, ha sfornato autentici capolavori assoluti ed è stata premiata con un Oscar alla carriera nel 1993, poco prima della morte.

Certe pellicole sono davvero uniche. Sopra tutte ritengo che si debbano collocare: “Amarcord”, “La dolce vita” e “I Vitelloni”. La qualità della sua opera è stata difficile da pareggiare nel corso della storia e lo è tuttora.

Da ricordare le sue parole. Egli spesso disse in alcune interviste che lui si definiva “un artigiano che non ha niente da dire ma sa come dirlo” e nelle pellicole si denota spesso una minuziosa attenzione a qualsiasi particolari, alle minime piccolezza, uno scrupolo ossessivo che però lo ha aiutato a creare opere universali. I suoi tratti distintivi sono infatti la grande attenzione ai colori e ai costumi, l’ uso fantastico di immagini oniriche, spesso usate in  situazioni quotidiane. Oltre alla grande capacità di riflettere, servendosi dell’ immagine, su temi universali come la morte, il viaggio, la vecchiaia senza essere mai banale, superficiale o scontato.

La sua memoria è più duratura di una statua di bronzo…

avatar di James Cameron

2010 gennaio 17

                                                     SPETTACOLO E RECORD. E LA QUALITA’ ?

                                                                  voto: * e mezzo        (USA-2009)

Nel futuro l’ uomo allarga i suoi confini. Arriva fino ad un nuovo pianeta: Pandora, distante 44 anni luce dalla terra. Ma l’ obbiettivo non è quello di conquistare e uccidere ma quello di venire in possesso di un materiale sconosciuto alla terra e quindi molto costoso e proficuo. Il problema è sempre lo stesso, quello dei nativi  (i Na’vi), che vivono sull’ albero posto proprio al di sopra del più grande giacimento del pianeta di questo minerale estremamente preziosa. Ovviamente i nativi non hanno intenzione di essere colonizzati. Tuttavia gli “invasori” cercano di conoscere questa popolazione, sperando di convincerli a spostarsi dal famigerato “albero-casa”. La scienza è molto sviluppata ed è riuscita a creare dei prototipi identici ai nativi di Pandora, chiamati Avatar, che possono essere controllati a distanza dall’ uomo che, intanto, si trova al sicuro nella base. Ciò per risolvere i problemi di atmosfera, insostenibile per l’ uomo e per avvicinarsi a quello strano popolo, per conoscerlo e capirlo e per studiare meglio il luogo in cui abitano. Uno dei migliori scienziati che guidava Avatar è però morto, per questo Jake Sully (Sam Worthington) , un marin costretto sulla sedia a rotelle e fratello gemello dello scienziato , lo sostituisce, trasferendosi sul pianeta e guidando il suo Avatar personale. Riuscirà a diventare uno di loro e si innamorerà della figlia del sovrano. Col tempo le sue convinzioni cambiano e la vita con i Na’ vi gli sembra sempre più autentica e da perseguire, a discapito della sua fasulla esistenza da umano. Riuscirà così a conquistare la loro fiducia e a porsi a capo di una rivolta di tutti i nativi del pianeta contro gli usurpatori.

Che dire di un film del genere?  continua a leggere…

cristo si è fermato a eboli di Francesco Rosi

2010 gennaio 15

                                               DIO NON HA MAI TOCCATO LE TERRE DI EBOLI

                                                       voto: ** e mezzo         (Italia-Francia-1979)

Il medico ma anche pittore e scrittore Carlo Levi viene condannato al confino in un piccolo paese della Lucania che sembra dimenticato dal mondo e dalla società e pare lasciato al suo destino. La vita dell’ intellettule antifascista, abituato alla moderna e operosa Torino, viene stravolta ma col tempo e grazie ad una grande sensibilità e intelligenza, riuscirà ad affezionarsi a questi desolati luoghi e alla gente che li abitava, riuscendo anche a praticare come medico, aiutando i contadini di Eboli. Le falle e le assurdità del regime fascista emergono in ogni dove e lui le coglie costantemente in una realtà profondamente arrestrata e povera che tutta questa voglia di fare guerra e di proteggere la patria non l’ ha. In breve il medico si affezionerà a questi posti, prendendo male la sua grazia e il suo ritorno a casa, a Torino.

Trasposizione molto fedele dell’ omonimo romanzo autobiografico di Carlo Levi. Un fascino scenico e recitativo accompagna tutta la pellicola che è ancor più esaltata da una colonna sonora splendida ma allo stesso tempo  tragica che fa da perfetto sfondo al film. Tuttavia, a livello sceneggiativo, l’ opera risulta a tratti impalpabile e dal punto di vista stilistico alla “sobrietà descrittiva dell’ autore si sostituisce una sorta di lirismo”  (Mereghetti)  che non sempre è felice.

Grande interpretazione di Volontè. Davvero un artista unico.

adieu…

2010 gennaio 12

                                                                    UN ADDIO A ERIC ROHMER

Questo blog non poteva esimersi dal rendere omaggio alla memoria di Eric Rohmer, nato a Nancy nel 1920 e morto nella giornata di ieri all’ età di ottantanove anni. Maurice Schèrer (questo il suo vero nome), oltre ad essere stato un esponente della Nouvelle Vague, ha anche diretto film che sono rimasti nella storia del Cinema francese e mondiale come “La mia notte con Maud” (‘69) o “Il raggio verde” (‘86), pellicola per cui è amato in tutto il mondo.

Siamo di fronte ad un regista scrupoloso e attento con una grande propensione al teatro che lo influenzò molto nella direzione dei suoi film. A livello stilistico, il regista mette in scena spesso personaggi molto sensibili nella vita quotidiana, servendosi di ritmi molto lenti e scene molto lunghe.

Egli rinnovò anche il concetto di ciclo di film. Molti dei suoi migliori lavori, infatti, sono racchiusi in una delle tre serie, raggruppate per argomento, di quattro o sei episodi che costituiscono i cicli dei “Sei racconto morali”, “Commedie e proverbi” e “Racconti delle quattro stagioni”.

sherlock holmes di Guy Ritchie

2010 gennaio 1

                                                                           GENIO E SREGOLATEZZA

                                                                        voto: **                 (USA-2009)

Sherlock Holmes (Robert Downey Jr.) è il più importante e geniale investigatore privato del Regno Unito ma la sue capacità verranno messe a dura prova da una nuova,complicata quanto oscura minaccia dello stregone Lord Blackwood che, con l’ ambizioso obiettivvo di comandare la nazione, rischia di distruggere l’ impero britannico. Il detective è accompagnato dall’ inseparabile Watson (Jude Law).

Già dalle prime scene, il film va verso una direzione. Il personaggio di Holmes ,  interpretato da un buon Downey, è esaltato fin dall’ inizio e si mostra  un personaggio  oltre che geniale anche sregolato, presuntuoso e a tratti irresponsabile. Un classico cattivo ragazzo, tipico della tradizione cinematografica hollywoodiana, affascinante e geniale allo stesso tempo che con facilità riesce ad attirare la simpatia e l’ attenzione dello spettatore. La sua figura è alternata a quella molto più a modo e responsabile del medico Watson che tuttavia non riesce a staccarsi dall’ amico.

Stratagemmi   tpici di Ritchie che spesso cerca di dare ai propri protagonisti caratteristiche uniche nel proprio genere. Tutto il film si gioca su questo  infatti e,  gazie a ciò ,  il  film nel complesso è molto appasionante e , grazie anche ad una grande forza scenografica con numerosi effetti speciali, buca lo schermo e intriga molto lo spettatore. La sceneggiatura di Michael Johnson è apprezzabile e la trama viene sviluppata in modo regolare e poco prolisso (come spesso avviene nel Cinema d’ azione   americano)  , senza dare mai respiro allo spettatore. Tuttavia il personaggio di Holmes è più hollywoodiano che affine al fumetto di Lionel Wigram e l’ unico aspetto apprezabile, legato al fumetto è che,   durante tutta la pellicola , il detective non pronunci mai quell’ odiosa frase di “Elementare , Watson” che nel fumetto non compare mai, ma che diventa un must solo dopo la serie televisiva.

Un film avvincente e tipicamente hollywoodiano che , onestamente, oltre a questo, non ha molto da offrire…

 

a christmas carol di Robert Zemeckis

2009 dicembre 23

                                                                        SPETTACOLO SOFFOCANTE

                                                                    voto: * e mezzo          (USA-2009)

Ebenezer Scrooge (Jim Karrey) è uno strozzino anziano e cinico. Il periodo natalizio non lo ammorbidisce minimamente anzi  egi si mostra ironico e sarcastico nei confronti di tutti gli stolti che vede per strada festanti. La sorte gli farà cambiare idea e la notte della vigilia riceve la visita dei tre fantasmi del natale, quello del passato, del presente e del futuro (tutti interpretati da Karey) che tra fantasia e realtà, passato e futuro, riescono ad aprirgli gli occhi e a trasformarlo in una persona gentile e cordiale col prossimo.

La storia è tratta totalmente dal classico di Dickens, che viene rispettato totalmente dal regista Zemeckis che è anche coproduttore del film.

La magia del natale e dell’ opera inglese viene rispettata con una scenografia mozzafiato e un’ animazione spesso stupefacente , aiutata molto da un HD per niente superfluo e decisivo in molte sequenze. Gli attori che interpretano i personaggi animati sono perfetti, con un elogio particolare a Jim Carrey sempre più poliedrico.

Tuttavia la sceneggiatura viene in più parti soffocata da una ricerca spesso ossessiva dell’ effetto scenico e spettacolare a tutti i costi , che rischia di far passare in secondo piano i concetti e le riflessioni dello stesso film. Un ‘ animazione per bambini ma non solo, poichè alcune scene con gli spiriti sono davvero forti e impressionanti , ancor più con  l’ HD che amplifica  di gran lunga l’ impatto scenico della pellicola.

Onestamente poche sono le novità attuate dal regista che non esagera nelle scelte personali, realizzando un film, sì fedele all’ opera ma poco originale a livello sceneggiativo.

Grandi incassi negli USA e in Italia.

Vi ripropongo qui il trailer del film.

bullet in the head di John Woo

2009 dicembre 23

                                                             SANGUE E MORTE NELLA RIVOLUZIONE

                                                                  voto: ****                (Hong Kong-1990)

Alla fine degli anno ‘ 60 a Hong Kong, in pieno clima rivoluzionario contro il colonialismo britannico, tre amici, Ben (Leug), Franck (Cheung) e Paul (Lee) fanno parte della malavita di quartiere, arrivando addirittura ad uccidere un uomo, capo della banda rivale. I tre decideranno quindi di fuggire in Vietnam, approfittando della guerra per arricchirsi. Essi , però, entreranno in un vortice di morte e disperazione. Verranno imprigionati dai Vietcong che li tortureranno.  Riusciranno a scappare ma subito dopo entreranno nella casa di un boss mafioso che , per la solita febbre dell’ oro, tradiranno cercando di sfidarlo per strappargli una nota cantante che egli usava per fini economici, obbligandola a prostituirsi. Tutti e tre usciranno da questo terribile vortice ma tutti e tre distrutti , ognuno a suo modo , accompagnando il film verso un epilogo tragico e drammatico.

John Woo ripropone in questo suo capolavoro tematiche e riflessioni spesso presenti nelle sue pellicole, come quella dell’ amicizia, della morte e della tragicità della vita ma riuscendo a strutturare un’ opera estremamente più matura e profonda di altre. Il nichilismo e l’ insensatezza raggiungono vertici espressivi incredibile. La pellicola è tesissima e non lascia un momento di respiro allo spettatore. La violenza e la tragicità sono estremizzati ad un livello assoluto. Le armi, il sangue e le scene cruente si sprecano e raggiungono un livello sceneggiativo davvero unico. Gli attori, a parte in qualche sequenza, non sono impeccabili ma non riescono mai a togliere brillantezza alla pellicola. L’ unhappy end è perfetto ed estremamente coerente con tutto il resto del film.

Ma la grandezza del film è anche quella di porre tutte le vicende in un contesto storico preciso, pieno di citazioni sociali e generazionali come il carro armato di piazza Tienanmen del 1989. Il contesto è la caduta degli imperi coloniali e la rivoluzione sociali di quegli anni in cui vivono la loro vita tre amici , le cui strade, alla fine, si divideranno ma si rincontreranno nella fine. Quindi la storia inizia dalla relazioni dei tre amici, allargandosi poi, fino a raggiungere riflessioni generazionali e sociali. Un progetto estremamente ambizioso che John Woo raggiunge indiscutibilmente.